22 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
La manovra

Casini: Governo in stato confusionale

Il leader dell'UdC: «Va recuperata la cultura del rigore dei conti»

ROMA - «Qui c'è un governo che non ha la bussola, che naviga a vista, che non sa dove andare, siamo preoccupati da un governo che è in stato confusionale». Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, teme che il governo abbia davvero smarrito la via sulla manovra economica. Parlando con i giornalisti a margine di un convegno del Movimento repubblicani europei, Casini osserva che a una manovra «ritenuta fondamentale dallo stesso esecutivo sono stati presentati 1.200 emendamenti dalla maggioranza e non dall'opposizione».

«Siamo preoccupati da questa politica degli annunci alla quale non seguono mai i fatti - sottolinea Casini -. Se poi i fatti sono quelli della nomina di nuovi ministri, allora c'è davvero da mettersi le mani nei capelli». Poi il leader centrista spiega, incontrando il segretario nazionale dei repubblicani europei, Luciana Sbarbati, che «un partito nazionale deve avere come componenti fondamentali quella dei cattolici e quella figlia della migliore tradizione liberale, democratica e laica. La Malfa e Spadolini sono stati punti di riferimento anche per una cultura del rigore dei conti pubblici che va recuperata perché questa manovra si fa anche a causa di uno stato sociale che è diventato stato assistenziale».