25 aprile 2024
Aggiornato 06:30
Sì di Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic

Alla Fiat di Pomigliano accordo senza la Fiom

Sacconi: «Riflettano su autoisolamento». Il segretario Landini: «Un ricatto verso i lavoratori». L'azienda: «Mancato investimento dipenderebbe da chi si oppone»

ROMA - Accordo a metà sullo stabilimento di Pomigliano d'Arco. L'incontro in Confindustria tra la Fiat e i sindacati si è concluso con l'adesione da parte di Fim, Uilm, Fismic e Ugl al documento che il Lingotto aveva presentato l'8 giugno e che prevede una maggiore flessibilità nell'organizzazione del lavoro, ma anche misure per contrastare forme di assenteismo e sanzioni per sindacati e lavoratori che non rispettano gli accordi. La Fiom ha invece ribadito la sua contrarietà.
I sindacati che hanno aderito si riservano ora di sottoporre il testo dell'intesa al referendum dei propri iscritti prima della firma definitiva.

FIOM: RICATTO - Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, parla di un «ricatto» e sottolinea che l'accordo «non è ancora stato firmato» e che si vogliono «far passare deroghe ai contratti e alle leggi». Lunedì, al comitato centrale, ha aggiunto Landini, decideremo quali iniziative mettere in atto: «Oggi si va via senza un testo sottoscritto da nessuno», ha concluso Landini.
Abbiamo aderito - ha detto Roberto Di Maulo della Fismic - come atto di responsabilità nei confronti di un grande impianto del Sud». Si è detto «abbastanza soddisfatto» Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl, che ha parlato di «pietra concreta per lo sviluppo di Pomigliano».
«Abbiamo cercato di sfidare la Fiat per vedere se davvero voleva investire su Pomigliano - ha detto il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella - Fiat ha apprezzato la nostra posizione e si è presa tempo per decidere. Noi faremo un referendum tra i lavoratori e ci siamo assunti questa responsabilità».

SACCONI - Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi rileva che «la firma di Fim, Uilm, Fismic e Ugl dell'accordo con Fiat per accompagnare gli investimenti a Pomigliano con una maggiore produttività incoraggia a ritenere che la grande maggioranza delle organizzazioni sindacali dei lavoratori sono in grado di sostenere la crescita e l'occupazione negoziando decisioni responsabili». E aggiunge che «rimane la speranza che la Fiom rifletta sul proprio autoisolamento e concorra a dare a Pomigliano l'unica prospettiva possibile».

L'AZIENDA - La Fiat ha espresso al tavolo con i sindacati «apprezzamento per le adesioni ricevute» da Fim, Uilm, Fismic e Ugl sul documento presentato dal Lingotto l'8 giugno scorso su Pomigliano d'Arco. Secondo quanto riferiscono fonti di Torino, l'azienda comunque si riserva la verifica dell'applicabilità dell'accordo sulla base dei risultati del referendum che verrà fatto tra i lavoratori dello stabilimento campano. Se l'intesa sullo stabilimento campano di Pomigliano d'Arco dovesse saltare secondo la Fiat la responsabilità dovrebbe ricadere sulla Fiom. Secondo quanto si apprende, infatti, il rappresentante del Lingotto, durante il tavolo con i sindacati, ha precisato che qualora la soluzione individuata con i sindacati non risultasse praticabile, la responsabilità del mancato investimento su Pomigliano ricadrebbe tutta su Fiom.

Probabilmente, secondo quanto spiegano fonti sindacali, il referendum dovrebbe dare un risultato positivo vista l'alternativa che i lavoratori si troveranno davanti: l'accettazione dell'intesa proposta da Fiat o la chiusura dello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Inoltre, tra i 5mila lavoratori dello stabilimento, le sigle numericamente più forti sono quelle che stasera hanno aderito al documento del Lingotto: la Fismic, la Fim-Cisl e la Uilm. La Fiom è davanti solo all'Ugl, a Cobas e Cisal.