21 agosto 2019
Aggiornato 00:30
All'esterno della fabbrica alcuni operai incappucciati rivendicano l'occupazione

Dipendenti Alcoa «sequestrano» lo stabilimento di Portovesme

Direttore e vice trattenuti. Gli operai: «Nessuno entra o esce»

PORTOVESME - I dipendenti della Alcoa di Portovesme, in Sardegna, hanno «sequestrato» la sede dello stabilimento, contro la decisione del colosso dell'acciaio statunitense di bloccare la produzione: il direttore della fabbrica Marco Guerrini, il vice direttore Sergio Vittori e gli altri dirigenti sono stati trattenuti dai lavoratori in assemblea per chiedere «risposte immediate». Lo raccontano Raffaele Loddo, uno degli operai della fabbrica, e un lavoratore del settore amministrativo.

All'esterno della fabbrica alcuni operai incappucciati rivendicano l'occupazione. Operai, amministrativi e tecnici della fabbrica, circa 200 persone, hanno occupato e si sono asserragliati nella sala riunioni e hanno deciso che «da questo momento nessuno entra e nessuno esce. Rimaniamo qui sino a quando non troveremo un accordo, non il 25 ma subito. Ci aspettiamo che l'Alcoa accetti quello che ha offerto il governo e che blocchi la dichiarazione di fermata della produzione, perchè se si ferma un solo giorno lo stabilimento di Portovesme è morto».

I lavoratori dell'Alcoa chiedono «risposte immediate» all'azienda e il ritiro del provvedimento di cassa integrazione immediata per lo stabilimento, che è stato annunciato, e chiedono che vengano riprese le trattative. La produzione questa mattina è andata avanti, ma non si sa cosa succederà d'ora in poi: «Bisognerà decidere - dice Loddo - siamo incazzati». Nella fabbrica ci sono già alcuni sindaci di comuni del circondario, come quelli di Carbonia e Iglesias.