20 luglio 2024
Aggiornato 14:00
Vertice FAO

Papa:«La terra può sfamare tutti». Dimezzare povertà entro 2015

Approvato al summit il documento: cinque azioni da mettere in campo

ROMA - «La comunità internazionale sta affrontando in questi anni una grave crisi economico-finanziaria. Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo»: lo rileva il Papa, intervenendo al vertice della Fao che ha approvato per acclamazione una 'dichiarazione sulla sicurezza alimentare' che cita, fra i principali obiettivi, quello del dimezzamento della povertà entro il 2015 (già cardine dei Millennium Goals).

«Tutto ciò - prosegue Benedetto XVI - mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti. Infatti, sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano l'assenza di una relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e ciò è ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico».

Citando la propria enciclica, Benedetto XVI ha detto: «La fame non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale. Manca, cioè, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all'acqua regolare e adeguato..., sia di fronteggiare le necessità connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari...».

«Vi è il rischio - ha detto ancora il pontefice - cioè che la fame venga ritenuta come strutturale, parte integrante delle realtà socio-politiche dei Paesi più deboli, oggetto di un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferenza. Non è così, e non deve essere così!«