20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Lavoro. Rinnovo contratti

Angeletti: «Sarebbe meglio se la Cgil fosse parte attiva»

Accordo sul modello è passo in avanti

ROMA - Se la Cgil fosse parte attiva darebbe un «grande contributo» nel rinnovo dei contratti in scadenza da settembre. A sostenerlo a Radio anch'io, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che sottolinea come la sua organizzazione a settembre andrà ai tavoli «con l'atteggiamento di garantire a tutti i lavoratori il rinnovo dei contratti che sono scaduti e che stiamo negoziando.

L'accordo fatto con le imprese garantisce che i contratti nazionali ci saranno, con l'idea che in questa fase di crisi bisogna porsi due obiettivi: il primo è garantire fino a quando sarà necessario gli ammortizzatori sociali per chi ha perso il lavoro. L'altra questione è guardare avanti: prima o poi la crisi finirà e avremo bisogno di aumentare i salari, attraverso i contratti nazionali e l'ampliamento della contrattazione aziendale. L'accordo che abbiamo fatto va in questa direzione. Il governo deve fare la sua parte e rendere più facile e conveniente la contrattazione di secondo livello riducendo il carico fiscale».

Per Ageletti il no della Cgil al rinnovo del modello contrattuale creerà problemi «ma in maniera differenziata da categoria a categoria. Ci saranno alcune con cui si potrà raggiungere l'accordo, con altre in maniera più difficile. Sarebbe stato meglio che la Cgil avesse sottoscritto questo accordo, che fosse parte attiva, ci darebbe un grosso contributo. Ma che possiamo farci - aggiunge. Noi abbiamo dei doveri: di rinnovare i contratti, prescindendo se siamo tutti assieme o meno. Siamo confidenti che col tempo si comprenderà che quello che abbiamo fatto, l'accordo sul modello contrattuale è un vero passo in avanti».