14 giugno 2024
Aggiornato 08:00
Operazione dellla Guardia di finanza a Padova

Padova: 3 arresti e 58 denunce per truffa all'erario

Sequestrate moto auto di lusso e una villa

PADOVA - Tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, 58 persone denunciate; sequestrate auto, moto di lusso ed una lussuosa villa in una nota località balneare. Sgominata associazione a delinquere dedita alle truffe, alle frodi ai danni dell'erario nonché al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. E' il bilancio di una operazione dellla Guardia di finanza a Padova.

Le indagini sono iniziate dagli accertamenti su una persona che non aveva mai presentato, negli ultimi 5 anni, le dichiarazioni dei redditi ed impiegava i milionari proventi, spesso illeciti, per vivere da «nababbo» in una lussuosa villa di una nota località balneare guidando Lamborghini e Bmwx5 .

Per smascherarlo i finanzieri padovani, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno lavorato mesi eseguendo oltre cento perquisizioni, decine di intercettazioni, accertamenti bancari e patrimoniali .

Gli sviluppi dell'azione investigativa hanno consentito di smascherare un sodalizio criminoso specializzato in truffe attuate nei confronti di decine di imprese ed intermediari finanziari di numerosi paesi europei .

Attraverso l'utilizzo di documenti fiscali e contabili fittizi, predisposti ad hoc dal figlio di un commercialista, società «prestanome», prive di una sede reale e regolare contabilità, venivano fatte apparire come «solide» e «reali».

Stabilito un contatto con ignare imprese ubicate in ambito comunitario, venivano inviati gli ordinativi, unitamente ai documenti contabili/fiscali fittizi. Ottenuta la merce, omettendone il connesso pagamento, la stessa veniva ceduta ad imprese nazionali compiacenti contestualmente all'emissione di fatture false necessarie per «regolarizzare» contabilmente l'operazione commerciale.

Con questo modus operandi il sodalizio criminoso non solo truffava l'Amministrazione Finanziaria, incassando l'IVA che sarebbe dovuta confluire nelle casse dell'erario - di fatto ripartita tra gli artefici della frode - ma ricavava inoltre indebiti proventi (nell'ultimo triennio circa due milioni di euro) dalla vendita della merce fraudolentemente ottenuta.

Nella rete dell'organizzazione criminale sono finite anche numerose società di finanziamento ed istituti di credito. Difatti, sempre mediante l'utilizzo di imprese «prestanome» e di documenti contabili/fiscali fittizi, i truffatori ottenevano finanziamenti per l'acquisto di beni mobili e immobili (spesso di lusso), omettendo sistematicamente di onorare i relativi canoni dovuti (profitto illecito - ultimo triennio - più di un milione di euro).

Il tempestivo intervento dei Finanzieri della Compagnia di Padova, nel solo mese di maggio 2008, ha scongiurato una truffa di oltre 500 mila euro nei confronti di un istituto di credito.

Le medesime imprese «prestanome» venivano infine utilizzate anche per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'intervento dei Finanzieri patavini ha infatti consentito la sospensione, presso l'U.T.G. di Padova, dei procedimenti amministrativi necessari per la regolarizzazione di nr. 55 extra-comunitari che avrebbero dovuto corrispondere all'associazione criminale circa 200 mila euro.

L'operazione di servizio, coordinata dal Dott. D'Angelo della Procura di Padova, si è conclusa con la completa disarticolazione del sodalizio ed il sequestro preventivo di beni di lusso quali: una Lamborghini Diablo, due «quod»,una moto d'acqua, una lussuosa villa sita a Jesolo (VE) nonché 14.500 kg di materiale plastico, numerosi computer e telefoni cellulari. Sono in corso gli accertamenti di carattere fisca