19 agosto 2019
Aggiornato 02:00
Ddl sicurezza

CIA: «Sanare subito la regolarità delle badanti»

«Evitare pesanti conseguenze per gli anziani e le loro famiglie»

ROMA - Il governo deve sanare la regolarità delle badanti. Questo l’invito rivolto dall’Anp-Associazione nazionale pensionati della Cia-Confederazione italiana agricoltori affinchè si trovi un’adeguata soluzione ad un problema che, se non risolto, rischia di avere pesanti conseguenze soprattutto per gli anziani, in particolare quelli non autosufficienti, e per le loro famiglie.

Nel decreto sicurezza appena approvato dal Parlamento viene introdotto -afferma l’Anp-Cia- il reato di clandestinità sia per gli ingressi irregolari che per la permanenza nel territorio italiano di persone non regolarmente autorizzate dai permessi di soggiorno. Questo reato comprende multe molto salate per gli immigrati irregolari, per le famiglie che li ospitano, per chi gli affitta case o appartamenti.

Senza voler entrare nel merito dell’efficacia della norma rispetto ai temi della sicurezza, che si vedrà dopo la sua applicazione, qualche dubbio -sottolineano i pensionati della Cia- nasce dalla radicalità di alcuni contenuti. Siamo in presenza di un provvedimento che presenta seri pericoli per la presenza nel territorio nazionale del numeroso corpo delle badanti che aiutano le famiglie nell’assistenza alle persone non autosufficienti, in prevalenza anziani.

La definizione del reato per «chi entra o si trattiene» nel territorio dello Stato, previsto dall’art. 10 bis, di stranieri irregolari, rende vana la salvaguardia di non applicazione della retroattività nei reati penali, in quanto -sostiene l’Anp-Cia- anche la permanenza viene punita dopo l’entrata in vigore della legge.
Il fenomeno delle badanti irregolari -ribadisce l’Anp-Cia- nasce, d’altra parte, dalla necessità delle famiglie di ricorrere ad aiuti esterni per l’assistenza soprattutto alle persone non autosufficienti. C’è, infatti, scarsa presenza, se non in poche Regioni, di programmi di aiuto alle famiglie con persone non autosufficienti. Poche sono, inoltre, le risorse messe a disposizione per questo servizio. E la rigidità delle quote previste dalla legge Bossi-Fini costringono le famiglie a ricorrere a questa forma di assistenza e molte badanti alla condizione di clandestine.

Per i pensionati della Cia, occorre, quindi, che il governo definisca rapidamente, prima dell’entrata in vigore della legge, onde evitare spiacevoli sorprese per molte famiglie, un percorso di regolarizzazione della situazione, senza esporre sia le stesse famiglie che le stesse badanti, a provvedimenti di pesante e ingiusta penalizzazione.