19 giugno 2021
Aggiornato 01:00
Per la Cia occorre garantire una adeguata programmazione delle produzioni

Quote latte: misure rapide per dare certezze agli allevatori

Salvaguardare i produttori che hanno rispettato le regole. Fondamentale la proposta delle Regioni per misure di supporto alle aziende che hanno effettuato investimenti per l’acquisto di quote

L’aumento delle quote latte concesso dall’Ue all’Italia, già nella passata campagna, deve essere attribuito, in tempi rapidi, alle singole aziende, in modo da garantire una adeguata programmazione delle produzioni. Gli allevatori hanno bisogno di reali certezze e prospettive. E’ quanto sottolineato dalla Direzione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori in vista dell’incontro (che si tiene stasera) con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia.

Secondo la Cia, l’assegnazione degli aumenti delle quote deve avere precisi requisiti. Prima di tutto, deve essere prevista la rinuncia preliminare, da parte dei produttori interessati, a qualsiasi tipo di contenzioso con l’Amministrazione. E va fatta ai produttori in regola con i versamenti della rateizzazione, sia vecchia che quella di nuova proposizione.

Non solo. L’assegnazione deve essere fatta a favore dei produttori che non hanno mai venduto quota e le quote assegnate non possono essere cedute separatamente dall’azienda per evitare speculazioni, ad esclusione di quelli che abbiano provveduto ad acquistare successivamente quote di almeno tali quantità.
Al percorso relativo alle attribuzioni di quota dovrà essere affiancato, per la Cia, un percorso di regolarizzazione del prelievo dovuto. Tale regolarizzazione dovrà necessariamente essere vincolata ad una durata massima non superiore a 20-25 anni, alla definizione di un importo minimo rateizzabile e di un importo minimo della rata annuale e al pagamento degli interessi Euribor per differenziare dalla rateizzazione già in atto.

Per la Direzione nazionale della Cia -che lo ha più volte sostenuto- risulta fondamentale la proposta delle Regioni per misure di supporto alle aziende che hanno effettuato investimenti per l’acquisto di quote. L’intervento potrebbe essere finanziato attraverso gli introiti derivanti dalla nuova proceduta di regolarizzazione o attraverso altre risorse destinate al settore.