1 agosto 2021
Aggiornato 14:30
A un anno dal rogo alla ThyssenKrupp

«Monito a non abbassare la guardia»

Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, che questa mattina a Torino ha partecipato alla celebrazione del primo anniversario della strage della ThyssenKrupp

«La sicurezza sul lavoro deve restare una priorità per il paese. A un anno dal rogo alla ThyssenKrupp, dove persero la vita sette operai, gli infortuni sul lavoro continuano a rappresentare un’emergenza».

Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, che questa mattina a Torino ha partecipato alla celebrazione del primo anniversario della strage della ThyssenKrupp alla presenza dei familiari delle vittime e del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, il presidente della Provincia Saitta.

«Occorre – ha aggiunto – applicare in tutte le sue parti il testo unico, affinché le norme sulla sicurezza siano rispettate, e garantire le risorse necessarie perché l’attività ispettiva sia capillare su tutto il territorio. Ad oggi il numero di Ispettori è gravemente insufficiente in confronto alle aziende su cui occorre vigilare. Lo sforzo maggiore deve essere però sul fronte della prevenzione: l’Ugl è impegnata in queste settimane nella raccolta di firme per due petizioni popolari, una per l’insegnamento della sicurezza sul lavoro nelle scuole e l’altra per riportare questa materia nelle competenza esclusiva dello stato. Stiamo registrando moltissime adesioni, segno che c’è una forte attenzione anche da parte dell’opinione pubblica. Per sconfiggere questo fenomeno drammatico nel nostro paese infatti occorre un’azione sinergica di tutti i soggetti chiamati a dare il proprio contributo: il sindacato ma anche il governo e soprattutto le imprese, per le quali la sicurezza dei lavoratori rappresenta un valore aggiunto».

«L’Ugl – conclude – ha aderito all’appello dell’associazione articolo 21 ‘Non chiamiamole più morti bianche’ nella convinzione che dietro ad una morte sul lavoro c’è sempre una responsabilità da accertare. Nel caso specifico della Thyssen, il rinvio a giudizio dei vertici aziendali con l’imputazione di omicidio rappresenta una svolta. A un anno dalla strage nella fabbrica dei tedeschi, il sacrificio di quei sette lavoratori deve essere per tutti il monito a non abbassare la guardia e moltiplicare gli sforzi perché la sicurezza sul lavoro possa affermarsi come un diritto e un dovere inviolabile«.