19 agosto 2019
Aggiornato 16:00
Lavoro accessorio

«L’Inps legalizza il marinare la scuola»

CGIL: «Per lavoro accessorio giovani individuato periodo natalizio di 40 giorni»

Marinare la scuola legalmente è adesso possibile, grazie ad una decisione dell’Inps sul lavoro accessorio dei giovani. Questi i fatti, scoperti dal responsabile del dipartimento Politiche attive del lavoro della Cgil Nazionale, Claudio Treves. L’istituto di previdenza ha diramato il 1° dicembre la circolare 104/08, interpretativa dell’articolo 22 della legge 133/08. Nell’articolo della cosiddetta manovra triennale si ammette la possibilità di compensare, ricorrendo ai voucher, il lavoro di ‘giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado’ per i periodi di vacanza.

L’Inps ha così individuato il periodo di vacanza, in questo caso natalizia, ‘tra il 1° dicembre e il 10 gennaio’, così come da circolare: oltre 40 giorni di vacanza garantita da una prestazione lavorativa. «Può darsi che mi sia dimenticato di molte cose con l’età - scrive Treves in una lettera inviata all’Inps - ma provvedono i figli a ricordarmi che la vacanza natalizia, unico periodo durante il quale è ammissibile la prestazione con il voucher, oltre alle vacanze pasquali ed estive, nelle scuole italiane inizia attorno al 20 dicembre, e termina abitualmente attorno al 6 gennaio, fatte salve le diverse regolazioni regionali».

Ed è questo il periodo, le abituali due settimane, che l’Inps avrebbe dovuto prendere come riferimento. «Con la vostra circolare - aggiunge ancora il sindacalista - avete invece creato le premesse per un’assenza prolungata dalla scuola, di circa 2/3 settimane, senza che né il ministero dell’Istruzione né la conclamata autonomia delle istituzioni scolastiche possano interferire».

Alla luce di questa decisione dell’ente di previdenza, «sarà cura della mia organizzazione segnalare, se ne venissimo a conoscenza, alle istituzioni scolastiche l’incresciosa situazione di ragazzi e ragazze che ‘disertano legalmente’ le lezioni per periodi prolungati di tempo, con rischi conseguenti per il loro profitto e per il mitico voto in condotta che spesso ha qualche relazione con la quantità di assenze». Vista così la decisione sulle vacanze di Natale, Treves conclude la sua lettera ricordando all’Inps che «le vacanze estive non cominciano dal 1° di giugno né terminano al 30 settembre, ma dalla metà del mese di giugno, e terminano nella terza decade di settembre».