19 giugno 2021
Aggiornato 02:30
Pomodori OGM anticancro testati su animali geneticamente modificati

«Un’aberrazione esponenziale»

Con queste parole Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione, commenta la notizia della creazione di pomodori OGM

«La bioingegneria un giorno potrà essere un'arma decisiva per la lotta ai tumori, per ora è solo l’ennesimo business  che proverà a vendere illusioni attraverso un pomodoro viola», con queste parole Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione, commenta la notizia della creazione di pomodori geneticamente modificati nei quali sono stati inseriti due geni della pianta bocca di leone, importanti per la produzione di antocianine, molecole antiossidanti. Il pomodoro è stato, poi, sperimentato su animali, a loro volta geneticamente modificati.

«Infatti i topi, come molti altri mammiferi, non sviluppano il cancro e non sono soggetti a metastasi - spiega Michela Kuan - quindi per studiare gli effetti antitumorali del pomodoro sono stati geneticamente modificati, creando un vortice di aberrazioni che in maniera esponenziale rende qualsiasi dato ottenuto sempre più inapplicabile ed inutile.»

Nei pomodori viola, geneticamente modificati, sono stati inseriti due geni della pianta bocca di leone. I ricercatori hanno ottenuto un aumento dell’aspettativa di vita dei topi da laboratorio di 40 giorni, passando da 142 giorni di vita a 182. Ma la LAV si chiede: «come è possibile trasferire il risultato ad un'altra specie, quella umana che, oltretutto, vive in media 85 anni?»

La ricerca risulta ancora più discutibile considerando che in natura esistono numerosi cibi che contengono gli stessi principi curativi e preventivi; tra i più efficaci: aglio, prodotti a base di soia, frutti rossi, legumi, agrumi, verdure della famiglia delle crocifere (broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolo, cavolfiore e verza) e ; tutti facilmente accessibili ed in grado di prevenire una vasta gamma di patologie.

«Invece di spendere fondi per finanziare ricerche inutili basate sulla sofferenza di animali che non assomigliano più neppure a se stessi, sarebbe più logico garantire maggiore informazione sulle proprietà curative e preventive degli alimenti, sottolineando la fondamentale importanza di un’alimentazione sana e variata, soprattutto nelle fasi di crescita e sviluppo – conclude Michela Kuan - Inoltre viene sottovalutato l’effetto che ha la sostanza geneticamente modificata con il nostro apparato digerente, il quale impiega molto più tempo a scindere il cibo perché non lo riconosce, provocando affaticamento e stanchezza nel consumatore.»

I pomodori «viola» sono il frutto di uno studio coordinato da Cathie Martin del John Innes Centre, Gran Bretagna, e condotto da Eugenio Butelli che oggi lavora presso lo stesso istituto, insieme a ricercatori dell'Università Cattolica di Campobasso e dell'Istituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano.