16 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Moria delle api

AIIPA: «Api immunodepresse per mancanza di farmaci»

La FAI: «E’ solo un teorema, si pronunci l’EFSA»

Api che con gli anni, in assenza di adeguati trattamenti con farmaci veterinari e antibiotici, si indeboliscono fino a perdere le loro naturali difese immunitarie. E dunque scompaiono quando invece potrebbero essere preservate, dai danni conseguenti trattamenti agricoli indiscriminati, a condizione che le Autorità concedano limiti accettabili di residui nel miele, al pari di altre derrate alimentari.

E’ quanto suggerisce il mondo dei confezionatori industriali del miele facenti capo all’AIIPA – Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari. Un teorema, però, che la FAI – Federazione Apicoltori Italiani considera destituito di fondamento scientifico visto che le difese immunitarie delle api non si incrementano con i farmaci ma, semmai, con un’adeguata alimentazione di polline e nettare.

Prendendo spunto da queste considerazioni la FAI, quale principale organizzazione di rappresentanza degli Apicoltori - ha ritenuto opportuno richiedere all’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, di voler valutare fino a quale Limite Massimo Residuale (LMR) di sostanze antibiotiche si possa considerare il miele un prodotto alimentare il cui consumo non rappresenta alcun motivo di rischio per la salute umana. L’intervento della FAI, per il pronunciamento dell’Autorità europea, vuole dunque contribuire all’acquisizione di un indispensabile elemento di indirizzo produttivo, sul quale basare l’immagine e il futuro del miele nei mercati interni e internazionali.

Argomenti scottanti che saranno trattati il 7 settembre 2008 a L’Aquila, nell’ambito della Rassegna ApeParchi e del convegno nazionale sul tema »Restituire l’Apicoltura al suo Ambiente Naturale». L’utilizzo degli antibiotici, infatti, è questione delicata che rischia di divaricare le posizioni delle diverse anime della filiera apistica e di riaccendere focolai di conflittualità in un momento in cui - visto lo stato di crisi strutturale in cui versa il settore – c’è invece bisogno di un clima di ampia e costruttiva collaborazione.

Non deve sfuggire a nessuno - sottolinea in conclusione la FAI – Federazione Apicoltori Italiani - che Confezionatori, Ricercatori, Consumatori, Associazioni Apistiche, Apicoltori - convenzionali, biologici o artigiani della qualità - Organi di controllo, Medici veterinari, sono tutti soggetti che sul concetto di salubrità del miele, con o senza residui di antibiotici, hanno finora espresso posizioni tra loro inconciliabili.