28 ottobre 2021
Aggiornato 21:30
Discussione in aula in merito al disegno di legge “Mille proroghe”

Quote latte, il governo difenda l'agricoltura del Nord

Bitonci: «definire i problemi delle aziende agricole legati a quella scellerata politica europea delle quote latte»

«La Lega Nord chiede al Governo di intraprendere una decisa azione volta a definire i problemi delle aziende agricole legati a quella scellerata politica europea delle quote latte». E’ quanto ha affermato il deputato della Lega Nord e membro della commissione Bilancio, Massimo Bitonci, durante la discussione in aula in merito al disegno di legge «Mille proroghe».

«Si deve tener conto sia delle aziende che hanno regolarmente pagato e ricevuto i contributi - ha spiegato l’On. Bitonci - sia di quelle che non l’hanno fatto e che si trovano ora nella situazione di dover cessare l'attività magari cedendo le aziende agricole agli istituti di credito e mettendo a repentaglio centinaia di famiglie in tutta Italia. Sono persone che hanno bisogno di aiuto, che lavorano davvero: in agricoltura non esiste l'assenteismo che caratterizza la pubblica amministrazione, non c'è gente che marca visita e che va a fare la spesa durante l'orario di lavoro». In merito all'articolo 2, il deputato del Carroccio ha affermato che: «Si introduce una nuova regolamentazione del credito di imposta per lo sviluppo delle imprese che effettuano investimenti nelle aree svantaggiate, denominata «Visco-sud».

Viene introdotto un limite di spesa per la fruizione del credito: quest'ultimo era utilizzato in maniera automatica e di esso hanno abusato molte imprese del Sud» . «In base a questa norma le imprese ora devono presentare in via telematica all'Agenzia delle entrate un apposito formulario - ha sottolineato l’On. Bitonci - e possono avere accesso al credito sulla base dell'ordine cronologico di presentazione dei formulari, fino all'esaurimento delle risorse stanziate. Questo meccanismo garantisce la sostenibilità finanziaria dell'istituzione del credito d'imposta con una procedura che consente di non effettuare discriminazioni arbitrarie e garantisce il rispetto del limite di spesa definito, nell'ottica di una politica che eviti un inutile spreco delle risorse. La deduzione del credito di imposta da parte delle imprese - ha poi concluso il deputato - potrà avvenire solo successivamente alla risposta dell'Agenzia delle entrate, che diventa vincolante ai fini della fruizione».