28 ottobre 2021
Aggiornato 21:30
Incontro tra Confindustria e sindacati sulla riforma del modello contrattuale

Contratti, Megale (Cgil): «CCNL deve tutelare da inflazione vera e reale»

Depurazione componente energetica non praticabile

«Bisogna che sia chiaro che l’indicatore di inflazione deve consentire al contratto nazionale di tutelare il potere d’acquisto dei salari dall’inflazione vera e reale». È quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, al termine dell’incontro tra Confindustria e sindacati sulla riforma del modello contrattuale.

Nell’incontro di oggi, osserva Megale: «Abbiamo approfondito il tema dell’indicatore di inflazione da assumere: si conviene che si possa utilizzare l’indicatore armonizzato europeo. Ma, considerato che la commissione Europea realizza previsioni al massimo per un biennio, ci si è posti il problema di come affrontare la previsione di inflazione per il terzo anno. Per questo lunedì incontreremo informalmente i tecnici di Banca d’Italia per verificare la possibilità che la stessa possa fornire una previsione triennale basata sull’indicatore armonizzato europeo».

«Confindustria - prosegue il dirigente sindacale - ha riproposto la questione relativa alla depurazione della componente energetica dall’inflazione. Idea questa non praticabile poiché la questione dell’inflazione importata è un problema che riguarda tutta l’Europa e non i singoli paesi. Inoltre, è impensabile scaricare tale problema sui salari dei lavoratori: al contrario è necessario un intervento di politica economica di indirizzo europeo, e non di natura contrattuale». In ogni caso, conclude Megale, «bisogna aver chiaro che il contratto nazionale deve tutelare il potere d’acquisto dall’inflazione vera e reale».