Fine dei lavori suoi prodotti agricoli biologici
Dopo una prima approvazione all'unanimità da parte della II Commissione, anche l'intero Consiglio regionale ha espresso voto favorevole al disegno di legge n. 244 sull'introduzione dei prodotti biologici
FVG - Dopo una prima approvazione all'unanimità da parte della II Commissione, anche l'intero Consiglio regionale ha espresso voto favorevole al disegno di legge n. 244 con cui si modifica la legge regionale 15/2000 sull'introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche, e contenente disposizioni in materia di agricoltura sociale e relative al fondo di rotazione per interventi nel settore agricolo.
Tre capi di articolazione
Tre i Capi in cui si divide il provvedimento: il Capo I (articoli da 1 a 7) apporta le modifiche alla LR 5/2000 per adeguarla ai cambiamenti avvenuti a livello statale, per semplificare il sistema di concessione dei contributi, per dare rilievo ai prodotti regionali di eccellenza e di qualità per la cui promozione la Regione si sta impegnando a fondo anche a livello europeo; il II Capo (articoli da 8 a 12) si occupa di agricoltura sociale; il Capo III (articolo 13) è relativo all'utilizzo delle disponibilità del Fondo di rotazione per interventi nel settore agricolo nell'ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 in merito a finanziamenti per investimenti, trasformazione e commercio di prodotti agricoli, per il miglioramento dell'utilizzo dell'acqua e per il miglioramento delle prestazioni e della sostenibilità globale delle aziende.
La diffusione di prodotti agricoli biologici
In particolare, si semplificano le attuali linee contributive concentrando le risorse verso la diffusione di prodotti agricoli biologici, tradizionali e di qualità all'interno dei servizi di ristorazione collettiva, dunque nelle mense ma non solo pubbliche, escludendo così che detti contributi siano concessi anche per iniziative di educazione alimentare, affidando tale compito all'Ersa. Inoltre, si specifica i contributi regionali possono andare agli enti pubblici che erogano servizio mensa ad
asili e scuole, agli asili nido privati e alle scuole paritarie. Non si manca, poi, di istituire un Osservatorio per il monitoraggio e la divulgazione delle attività promosse da questa legge. Per quanto riguarda l'ottimizzazione delle risorse disponibili, si limita l'ammissibilità del contributo all'acquisto di determinati prodotti biologici, mentre prima erano incluse anche le spese per il personale delle mense e altri costi di carattere generale. E' estesa la tipologia dei prodotti ammissibili a contributo anche a quelli con certificazione AQUA, ed è prevista una maggiorazione se il prodotto è a "chilometro 0".
Applicare in regione la disciplina statale in materia di agricoltura sociale
Sul fronte della semplificazione, invece, oltre agli aggiornamenti dei riferimenti alla normativa comunitaria, si prevedono già in legge le modalità di presentazione delle domande e delle concessioni di contributo, in modo che la legge sia di immediata applicazione. Nelle more dell'attuazione della norma statale, si è ritenuto di intervenire in questa sede per dare il giusto rilievo anche a prodotti regionali di eccellenza che rischiano di non essere compresi nell'applicazione della legge nazionale come i prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), i prodotti a denominazione di origine protetta (Dop), a indicazione geografica protetta (IGP), le specialità tradizionale garantita (Stg) e i prodotti certificati con marchi AQUA. Il Capo II, come accennato, consente di dare attuazione alla legge statale 141/2015 in materia di agricoltura sociale. Tale legge intende promuovere l'agricoltura sociale quale aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, sociosanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo. La proposta regionale si prefigge, pertanto, l'obiettivo di introdurre gli strumenti necessari a rendere applicabile in regione la disciplina statale in materia di agricoltura sociale, non appena sarà approvato il decreto che individua i requisiti delle attività, già prevedendo comunque la figura dell'agricoltore sociale come riconosciuta dall'Ersa.
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