27 giugno 2017
Aggiornato 14:00
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Prataviera: vado con Tosi perché difende meglio il Veneto

Sono sei, i parlamentari fuoriusciti dalla Lega Nord a seguito della vicenda Tosi. Tra questi, Emanuele Prataviera, che, in esclusiva al DiariodelWeb.it, spiega i motivi che l'hanno portato alla sofferta decisione. Innanzitutto, l'incapacità di rispondere ai problemi concreti della gente di Luca Zaia, e l'espulsione di Flavio Tosi. Con cui Prataviera vuole costruire una valida alternativa.

Tosi: storia di una ribellione in solitaria

Quando Tosi è stato accompagnato alla porta da Salvini e si è girato per avere il sostegno dei «suoi» dieci parlamentari, dietro di lui ne ha trovati soltanto tre o al massimo quattro: le senatrici Emanuela Munerato e Patrizia Bisinella, sua compagna anche nella vita privata, l’amico di sempre Matteo Bragantini.

Prataviera: non voglio arrendermi all'uscita di Tosi

Dopo l'espulsione di Tosi, si allarga la rosa dei leghisti che i media indicano come prossimi dimissionari. Al DiariodelWeb.it parla uno di loro, il capogruppo in Commissione Lavoro alla Camera Emanuele Prataviera. Che esprime il suo dissenso per quanto accaduto e confessa di aver subito, da leghista veneto e veneziano, anche il «torto» di vedere commissariata la propria segreteria provinciale.

«Non chiudete le curve, chiudete le frontiere»

«Questo decreto-legge non è il 'decreto stadi questo è il 'decreto clandestini', finanzia, con ulteriori 130 milioni di euro in maniera vergognosamente subdola, nascosta, l'accoglienza sottraendoli dal fondo espulsioni», lo ha detto in Aula la senatrice della Lega Nord, Patrizia Bisinella in dichiarazione di voto sulla questione di fiducia posta dal governo sul dl stadi.

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