20 ottobre 2019
Aggiornato 19:00
Guidi ha promesso che verrà varato a giorni

Il decreto rinnovabili bocciato dai produttori di energia pulita

Il governo sta per varare il decreto per regolare gli incentivi al settore escluso il fotovoltaico, ma la bozza che sta circolando in questi giorni non è piaciuta agli addetti. Per la Fiper si punta solo sul mercato elettrico. Per l'Anev si penalizza lo sviluppo del settore. Per Legambiente è un green act al contrario. Per il Coordinamento Free il testo è contraddittorio imbarazzante e senza senso

ROMA – Il governo sta per varare il decreto per regolare gli incentivi alle energie rinnovabili, ha annunciato la ministra dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ma la bozza che sta circolando in questi giorni non è piaciuta agli addetti del settore.

FIPER, SI GUARDA SOLO A MERCATO ELETTRICO - Per la Federazione italiana dei produttori di energia rinnovabile (Fiper), il Mise «continua a puntare solo ed esclusivamente sul mercato elettrico senza alcun riguardo per le altre fonti». Leggendo il testo preliminare del decreto «ci si aspetterebbe finalmente una riduzione del gettito destinato alla produzione di sola energia elettrica da rinnovabili e un'accelerazione legislativa per favorire l'efficienza energetica e le rinnovabili termiche», ha spiegato la Fiper. Invece si legge che «il nuovo target di energia elettrica da fonte rinnovabile al 2020 possa essere posto a 149 twh», il 49 per cento in più rispetto al precedente obiettivo di 100 twh/anno, e che «il presente decreto ha la finalità di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in misura adeguata al perseguimento dei relativi obiettivi». Secondo la Federazione è necessario che il governo esprima «la volontà di concretizzare una politica energetica che premi le risorse presenti sul territorio e metta a punto una pianificazione di medio lungo periodo» invitando a «riportare il dibattito e la discussione a livello di commissioni parlamentari».

ANEV, RINNOVABILI PENALIZZATE - Anche Simone Togni, presidente dell'associazione nazionale dell'eolico (Anev) ha bocciato il documento perché «denota un approccio estremamente penalizzante del governo nei confronti dello sviluppo delle fonti rinnovabili di energia». In un commento a Qualenergia.it Togni ha spiegato che la bozza è «estremamente penalizzante per la fonte più efficiente e disponibile come l’eolico, peraltro in maniera uguale su tutte le tipologie, dal mini al mega all’off-shore». Quindi Anev si augura che il testo venga modificato «almeno per riequilibrare per il settore eolico i valori necessari a far continuare la crescita, anche se ridotta, di questo importante settore». Così com'è infatti il decreto prevede tagli fino al 30 per cento agli incentivi per i piccoli impianti, una forte riduzione del prezzo di base d'asta per i grandi parchi, ai quali è stata tagliato anche il contingente. Per l'offshore invece non è previsto nessun contingente.

LEGAMBIENTE, GREEN ACT AL CONTRARIO - Per Legambiente invece, il decreto in dirittura di arrivo è «un green act al contrario», come lo ha definito il vicepresidente dell'associazione, Edoardo Zanchini che ha spiegato: «Il futuro delle rinnovabili è nella generazione distribuita, che questo decreto penalizza, e nello stop agli incentivi per mega impianti a biomasse e inceneritori, che invece vengono generosamente foraggiati. Ci auguriamo davvero che il governo Renzi non voglia approvare, dopo lo spalma-incentivi che ha penalizzato il solare e lo Sblocca Italia che ha rilanciato le trivellazioni di petrolio e gas, un ennesimo provvedimento nel settore energetico che risponde solo alle richieste di alcune lobby e va contro gli interessi dei cittadini e dell'ambiente».

COORDINAMENTO FREE, BOZZA SENZA SENSO - Anche il Coordinamento Free ha espresso i suoi dubbi sulla bozza, secondo qui «è a dir poco contraddittoria, imbarazzante e senza senso». L'associazione ha fatto notare che «da una parte il Governo propone bassissimi incentivi, che bloccano le prospettive di sviluppo futuro, dall’altra lo stesso Governo ha annunciato un Green Act che punta a rilanciare le politiche ambientali, avviando un confronto positivo con diversi attori per sfruttare al meglio l’occasione della conferenza sul clima di Parigi a dicembre». Il Coordinamento ha quindi annunciato una manifestazione il 17 giugno a Roma, cinque giorni prima dell’iniziativa sul clima promossa dal governo, il prossimo 22 Giugno in vista della Conferenza di Parigi.

COSA PREVEDE LA BOZZA - Il testo preliminare del decreto non ha modificato il tetto dei 5,8 miliardi di euro. Al settore arriveranno «centinaia di milioni di euro», ha assicurato Guidi, fondi ai quali si potrà accedere fino al 2017 quando entrerà in vigore un nuovo modello di incentivi. Per i registri sono stati fissati questi contingenti: 112 mw per le biomasse e biogas, 80 per l'idroelettrico, 60 per l'eolico a terra 20 per il geotermico, 10 per il solare termico e 6 per le centrali marine. Per le aste sono stati fissati 700 mw per l'eolico a terra e 110 per il solare termico. Per i rifacimenti, che ora si basano sui registri e non più sulle aste sono previsti 50 mw per le biomasse, 40 per l'eolico a terra, 30 per l'idroelettrico, 20 per il geotermico. Inoltre è stato fissato un contingente massimo di 135 mw per le centrali a biomasse da riconversione degli ex zuccherifici autorizzati al 5 febbraio 2014.