15 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Brusca frenata nel 2014: colpa di burocrazia e barriere

Fotovoltaico: primato mondiale per l'Italia

Tutti i comuni dello Stivale ospitano impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il Belpaese in soli 10 anni ha più che raddoppiato il suo consumo di energia pulita, dal 15,4% al 38,2 odierno (il 16% dei consumi energetici finali, nel 2005 eravamo al 5,3%). Questi i dati più significativi emersi dal rapporto «Comuni Rinnovabili 2015» di Legambiente

ROMA - L’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (ad Aprile 2015 è stato superato l’11%). Tutti i comuni dello Stivale ospitano impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (circa 800mila unità produttive) e il Belpaese in soli 10 anni ha più che raddoppiato il suo consumo di energia pulita, dal 15,4 per cento al 38,2 odierno (il 16% dei consumi energetici finali, nel 2005 eravamo al 5,3%). Questi i dati più significativi emersi dal rapporto «Comuni Rinnovabili 2015» di Legambiente.

NUOVA FRONTIERA E' RIDURRE COSTI TECNOLOGICI - L'associazione ambientalista, che ha redatto lo studio con il contributo del Gruppo Asja e in collaborazione con il Gse (Gestore servizi energetici), ha scelto il comune di Campo Tures (Bz) per il premio «Comune 100% rinnovabile». Per Legambiente il lavoro svolto dall'amministrazione del paese in provincia di Bolzano è «un modello europeo di innovazione e autoproduzione, con bollette ridotte del 30%». I premi «Buona Pratica» invece sono andati a Forlì e a Celle San Vito (Fg). «Questi risultati dimostrano quanto oggi uno scenario energetico incentrato su fonti rinnovabili e efficienza energetica sia già realtà e nell'interesse di un Paese come l'Italia. - ha detto Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente - ora occorre aprire una seconda fase di questa rivoluzione energetica per cogliere tutte le opportunità legate alla riduzione dei costi delle tecnologie, eliminando tutte le barriere che oggi questi progetti si trovano di fronte».

IN 10 ANNI PASSI DA GIGANTE - Nel rapporto viene evidenziato il grande balzo in avanti compiuto dall'Italia negli ultimi 10 anni sul fronte delle rinnovabili. Basti pensare che nel 2005 solo 356 comuni ospitavano un impianto per la produzione di energia pulita, passando a 3190 nel 2007, a 6993 nel 2009, mentre oggi tutti e 8047 ne hanno almeno uno. Negli ultimi tre anni la produzione energetica da fonti rinnovabili è cresciuta esponenzialmente passando da 84,8 terwatt ai 118 attuali. Grazie al loro contributo e al calo dei consumi (dovuto sia al momento di congiuntura economica che dallo sfruttamento di sistemi di accumulo o in autoproduzione) l’Italia ha ridotto le importazioni dall’estero di fonti fossili, la produzione dagli impianti più inquinanti e dannosi per il clima (nel termoelettrico -34,2% dal 2005) e si è tagliato anche il costo dell’energia elettrica.

LA BRUSCA FRENATA DEL 2014 - Questi buoni risultati hanno conosciuto una frenata nel 2014, anno in cui si sono registrati ritmi di crescita delle rinnovabili decisamente inferiori rispetto al passato. Per il fotovoltaico negli ultimi due anni sono stati installati 1864 megawatt contro i 13194 del biennio 2011-2012, nell’eolico sono stati installati 170 megawatt nel 2014 contro una media di 770 degli anni passati, stessi dati per il mini idroelettrico e le altre fonti. Per Legambiente i motivi di questa brusca frenata sono essenzialmente due: l’assenza di procedure chiare per l’approvazione dei progetti e la totale incertezza in cui il settore si trova a seguito di interventi normativi che in questi anni hanno introdotto tagli agli incentivi, barriere e tasse senza al contempo dare alcuna prospettiva chiara per il futuro.