25 settembre 2018
Aggiornato 05:30

Running: gli 8 miti da sfatare

Chi non corre trova scuse e giustificazioni che spesso non hanno fondamento medico
Running: gli 8 miti da sfatare
Running: gli 8 miti da sfatare (Shutterstock.com)

MILANO – C’è chi non ha mai smesso nonostante le temperature rigide e le intemperie, e c’è chi lo pratica solo con frequenza stagionale. Sia per i runner convinti che per quelli occasionali, è ormai nel pieno la stagione della corsa per eccellenza. Le giornate sono più lunghe, il clima più accogliente: ecco che i parchi e le strade delle città si riempiono di chi aspira a ultimare una maratona e di chi semplicemente vuole rimettersi in forma per l’estate.

Gli appassionati di corsa sono ormai una community ben nutrita, e molto spesso vengono guardati con scetticismo da chi non pratica questo sport. E sono proprio questi ultimi a trovare scuse e giustificazioni che mettono in discussione la scelta di chi dichiara di non poter più fare a meno di infilarsi le scarpe e uscire a correre. Top Doctors®, la piattaforma online che seleziona e mette a disposizione degli utenti un panel formato dai migliori medici specialisti di tutto il mondo, smentisce, una volta per tutte, 8 dei più comuni falsi miti che gravitano attorno al running:

  1. Correre non fa dimagrire: in linea di massima potrebbe anche essere vero.  Nel senso che, per perdere peso, non è sufficiente correre un paio di volte alla settimana, ma è necessario cambiare il proprio stile di vita: alimentazione sana, sonno regolare, attività fisica. Da sola la corsa non basta, quindi, però ha sicuramente un ruolo importante.
  2. Solo correndo lentamente si perde peso: falso. O meglio, è vero che correre a bassa velocità spinge il nostro corpo a bruciare i grassi, ma i grassi vengono sostituiti dai carboidrati, che non è possibile bruciare svolgendo attività fisica poco intensa.
  3. Correre è dannoso per le articolazioni e le ossa: assolutamente no. Uno studio della Stanford University durato 18 anni e condotto su runner e non della stessa età, ha dimostrato che i primi sono meno esposti al rischio di artrosi alle ginocchia. La corsa influisce positivamente sulla densità ossea e, aiutando a dimagrire, riduce il peso sulle articolazioni.
  4. Correre fa male alla schiena: correre male fa male alle articolazioni, ecco perché è bene informarsi con programmi che avviano al mondo del running e accompagnarsi a professionisti del settore. Si dice che l’impatto dei salti possa far soffrire le vertebre e i dischi della colonna, ma, in realtà, alla risonanza magnetica, i runner presentano dischi intervertebrali più idratati ed elastici rispetto ai soggetti che non corrono. Di fatto, la corsa migliora quindi la salute della schiena.
  5. Mai correre a stomaco vuoto: al contrario, correre a stomaco vuoto può aiutare a bruciare più rapidamente. Al mattino, i livelli di glicemia e il tasso glicogeno sono più bassi, quindi il nostro corpo attinge ai grassi, smaltendoli più velocemente. Inoltre, una corsa mattutina accelera il metabolismo per il resto della giornata e favorisce il benessere psicofisico.
  6. Meglio evitare di correre in città: ovviamente potendo scegliere è preferibile fare attività fisica immersi nel verde e nella natura. Ma questo non significa che chi vive in città debba rinunciare a correre, anzi. Polmoni allenati e forti sono più robusti, e permettono di affrontare meglio inquinamento e polvere sottili, a cui gli abitanti delle grandi metropoli sono sempre esposti.
  7. Correre è terribilmente noioso: allenarsi da soli e sempre nello stesso posto, alla lunga, può diventare alienante. Ma aggregarsi a un gruppo della zona che corre abitualmente è sicuramente un buon modo per trovare nuovi stimoli e, perché no, nuovi amici con la nostra stessa passione.
  8. Dopo i 30 anni calano i livelli di performance: l’età è diventata ormai un fattore trascurabile. Tra gli esempi più eclatanti c’è quello di Gwen McFarlan, donna americana che si avvicinò alla corsa a 60 anni, dopo una diagnosi di tumore al seno. A 75 anni correva la maratona di New York, stabilendo il record mondiale per le donne over 75 con un tempo di 3 ore e 57 minuti. Nulla è impossibile, basta volerlo.