17 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Leggere e rileggere

Il Perfezionista: vita e morte di un grande chef

Libro edito nel 2006 e riedito in seguito, rimane un grande racconto modernissimo, dove i solidi contenuti e le pennellate sfumate compongono un quadro di rara bellezza che vanno oltre l'enogastronomia, rivolgendosi prioritariamente all'esplorazione dei profondi anfratti della mente

SAULIEU - Un piccolo villaggio in Borgogna, nel centro della Francia, tagliato in due dalla vecchia Statale, una Route National abbandonata dal traffico da quando fu costruita a valle l'Autostrada che collega Parigi a Lione. Lunghi inverni senza un turista, mesi dove non si sa che fare se non guardare il cielo da questo albergo ristorante, La Cote d'Or, che per due volte ha visto la presenza nelle sue cucine di chef in grado di raggiungere il più alto riconoscimento culinario al mondo, le tre stelle Michelin: Alexandre DumaineBernard Loiseau

L'insegna dell'Hotel ristorante, rimasta immutata negli anni
L'insegna dell'Hotel ristorante, rimasta immutata negli anni ()

COME UN GIALLO - Si legge come un giallo di cui si conosce già l'epilogo, e cioè la morte per sanguinoso suicidio da parte dello Chef Bernard Loiseau, al culmine della sua folgorante carriera. Si conosce l'epilogo però si possono solo supporre le cause, ed è in questa indagine che l'autore ci trascina, avendo conosciuto in maniera confidenziale il protagonista della storia, e molti dei personaggi che ne hanno configurato 'l'entourage» durante i suoi 52 anni di vita, chiusa con un colpo di fucile sparatosi in bocca.

Il camice da chef, sulla tomba di Bernard Loiseau
Il camice da chef, sulla tomba di Bernard Loiseau ()

LA GUIDA MICHELIN - Come in un altro libro del 2004, L'Inspecteur se met a Table, scritto da un ex ispettore della Guida Rossa francese in vena di delazioni riservate (Pascal Remy), anche qui si suppone che il motivo sia proprio la pressione incombente sulla testa di uno chef che arrivato al massimo della perfezione cercata e trovata, non potesse sopportare l'eventualità che la gli fosse tolta anche solo una delle tre stelle conquistate in decenni di duro lavoro. Si narra che questa possibilità si sarebbe potuta concretizzare nella primavera 2003, quando la Guida sarebbe poi uscita, ma Loiseau si sparò la sera del 24 febbraio 2003, quando ormai la Guida era già stata stampata, e che poi uscì con le tre stelle, ancora una volta accordate.

La copertina del libro in versione originale e Loiseau con in mano la Guida che lo consacra tra i più grandi chef di sempre
La copertina del libro in versione originale e Loiseau con in mano la Guida che lo consacra tra i più grandi chef di sempre ()

LA SOLUZIONE - In realtà l'autore, Rudolph Chelminsky, configura una serie di situazioni contingenti, dove entrano in maniera autorevole anche la figura della moglie di Loiseau, i giornalisti adulanti, un ambizioso consulente finanziario e il profilo psicologico instabile dello chef originario di Clermont Ferrand, senza dare però la sensazione di un chiarimento definitivo. Resta un bellissimo spaccato della Grandeur della cucina francese del secolo scorso, vissuta attraverso i massimi protagonisti di quell'epoca. Più le persone che le cose, più i caratteri individuali dei singoli piatti, inseriti nel contesto per necessità, quando invece è l'indagine psicologica quella che avvince e non consente di lasciare il libro fino all'ultima pagina, fino al compimento del dramma.