7 giugno 2020
Aggiornato 06:00
Beauty

I nuovi cosmetici fatti dagli scarti di frutta e verdura

Dagli scarti di uva, mele, pomodori e olive tanti principi attivi per la cura e la giovinezza della nostra pelle

TORINO - bucce di uva, mele e pomodori, sansa e acque di vegetazione derivanti dalla lavorazione delle olive. Dall'estrazione e dalla lavorazione di molecole contenute in questi prodotti prima considerati solo rifiuti si possono ottenere diversi prodotti cosmetici, tra cui latti detergenti, tonici, creme per viso e corpo e capelli. Di questo e altri temi si discuterà nella prima giornata dei Saloni di CremonaFiere, BioEnergy Italy, Green Chemistry Conference and Exhibition e Food Waste Management Conference, dedicati alla bioeconomia in programma dal 25 al 27 febbraio.

ETICHUB - La cosmetica bio continua a dare frutti sorprendenti. Un lavoro questo, portato avanti da EticHub, spinn-off dell’Università di Pavia nato nel 2013. Oltre a testare i prodotti green per la cura del corpo, la EticHub ha sviluppato anche un processo di lavorazione degli ingredienti estratti dagli scarti agroalimentari in modo tale da porteli rendere facilmente formulabili.

PRINCIPI ATTIVI - Da questi processi sono nati prodotti per la cura e la detergenza del corpo nei quali i principi attivi arrivano direttamente dal riciclo dei rifiuti. Mariella Bleve, che fa parte dei soci fondatori e amministratore di EticHub spiega: «Negli ultimi anni il mondo della cosmetica ha dimostrato una forte propensione verso un migliore utilizzo delle risorse. Sono stati così avviati gli iter necessari ad acquisire brevetti ad hoc per l’estrazione di principi attivi idonei alla successiva produzione di prodotti cosmetici. Spesso infatti, come nelle acque di vegetazione delle olive o nella buccia d’uva, sono presenti polifenoli di grande interesse per la loro azione cosmetica, ricca di proprietà antiossidanti, quindi antiage».

LE DIFFICOLTÀ - «Gli scarti alimentari da cui estrarre i principi attivi sono numerosi - continua Bleve - e quindi il loro reperimento non difficoltoso. La difficoltà sta invece nel processo di lavorazione degli ingredienti estratti per renderli più facilmente formulabili, un processo dove si racchiude la vera innovazione che EticHub mette al servizio delle aziende». «Se fino a poco tempo fa chi si occupava di scarti lo faceva solo pensando di trattare dei semplici rifiuti, e quindi l’obiettivo era quello di disfarsene pur nel rispetto delle normative vigenti – dice invece Fabrizio Adani responsabile scientifico del Gruppo Ricicla della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano – oggi la prospettiva sta cambiando e la finalità diventa quella di valorizzarli al meglio». Un obiettivo perseguibile e raggiungibile però solamente solcando il sentiero della ricerca scientifica la quale non può prescindere dagli investimenti, tasto dolente del nostro Paese.

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