19 gennaio 2020
Aggiornato 16:30
Mostra

Hogarth, Constable, Turner: a Roma i maestri della pittura inglese

Fino al 20 luglio il Museo Fondazione Roma ospita oltre 100 opere provenienti dai più prestigiosi musei londinesi che raccontano l'affermarsi dell'identità artistica inglese tra '700 e '800. Un viaggio attraverso ritratti e paesaggi che descrivono le trasformazioni sociali del tempo

ROMA - Grande successo per la mostra appena inaugurata al Museo Fondazione Roma (fino al 20 luglio) dal titolo «Hogarth, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità». Dopo il successo della mostra «Roma e l’Antico. Realtà e visione nel '700», realizzata nel 2010, che aveva posto l’attenzione sul ruolo svolto dall’antichità classica quale modello ineludibile per lo sviluppo delle arti, dell’erudizione e del gusto, che dalla capitale pontificia si diffuse in tutta Europa, l'esposizione si concentra sul contesto britannico, dove l’alternativa al linguaggio classicista porta alla definizione di una propria identità artistica capace di interpretare quella modernità che diventerà nell’Ottocento linguaggio comune per l’intero continente. Oltre 100 opere provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali quali il British Museum, la Tate Britain, il Victoria & Albert Museum, la Royal Academy, la National Portrait Gallery, il Museum of London e gli Uffizi, cui si unisce il nucleo di opere provenienti dall’importante raccolta americana dello Yale Centre for British Art.

DA MARLOW A CANALETTO - Nel Settecento Londra era diventata il cuore pulsante dell’impero inglese, con una crescita di oltre 700 mila abitanti nei primi 50 anni del secolo. A questo contesto viene dedicata la prima sezione della mostra, in cui sono raccolte le opere di artisti quali Scott, Marlow, Sandby, cui si aggiunge la maestria del Canaletto, che attraverso le loro vedute si fanno testimoni di una città in costante evoluzione e che presto diverrà l’emblema della metropoli moderna. La seconda sezione è dedicata al cosiddetto Mondo Nuovo in cui le distinzioni tra aristocrazia e ceto medio si assottigliano, sia a livello sociale sia culturale, e gli artisti possono contare su una nuova classe di mecenati, composta da professionisti interessati a promuovere quei pittori e quelle tematiche in grado di affermare il loro nuovo status.

RITRATTI E PAESAGGI: LA MAESTRIA DI CONSTABLE E TURNER - Grande spazio anche alla ritrattistica inglese: eleganti nobildonne, generali e gruppi familiari, che invitano all’osservazione di un mondo compiaciuto delle proprie conquiste e dei propri traguardi. Il ritratto non sarà l’unico genere che troverà fortuna nell’Inghilterra del Settecento. L’amore per il paesaggio da parte degli inglesi, collezionisti di paesaggi italiani ed olandesi fin dal Seicento, favorì infatti l’attenzione degli artisti inglesi verso questo soggetto per tutto il secolo. Al pari del ritratto, anche la pittura di paesaggio rifletteva le aspirazioni politiche e pubbliche della committenza, ritraendo castelli, case padronali che si ergono nel mezzo delle loro tenute. A chiudere il percorso espositivo troviamo l’ultima sezione dedicata ai capolavori di Constable e Turner, rappresentanti mirabili dell’evoluzione della pittura di paesaggio inglese nella prima metà dell’Ottocento.