26 novembre 2022
Aggiornato 23:30
Arte

Artista e diplomatico, Antonio Canova come genio europeo

La mostra che il Museo Civico di Bassano del Grappa dedica ad Antonio Canova ha l'ambizione di essere un ritratto, è il caso di dire, a tutto tondo.

Artista e diplomatico, Antonio Canova come genio europeo
Artista e diplomatico, Antonio Canova come genio europeo Foto: Ufficio Stampa

C'è la sua grande scultura neoclassica, c'è l'emozione di un allestimento scenografico, e anche quella della relazione con il luogo. Ma la mostra che il Museo Civico di Bassano del Grappa dedica ad Antonio Canova ha l'ambizione di essere un ritratto, è il caso di dire, a tutto tondo.

«Tante mostre - ha detto ad askanews Barbara Guidi, direttrice del Museo civico - sono state organizzate su Canova, tante si sono concentrate su temi specifici e hanno illuminato degli aspetti. A noi piaceva l'idea di raccontare l'uomo, l'artista, il diplomatico, il collezionista, la persona che è stata in grado di rapportarsi a grandi personaggi della storia con umiltà, ma allo stesso tempo con determinazione e libertà intellettuale».

«Io, Canova - Genio europeo» è un percorso dentro l'arte, ma anche la storia, e presenta opere dello scultore veneto, ma anche di suoi contemporanei, oltre che di pittori come Giambattista Tiepolo, Guido Reni, i Carracci o Paolo Veronese. «Bassano - ha aggiunto la direttrice Guidi - conserva, insieme a Possagno, il più grande fondo di opere e documenti di Canova. Era quindi doveroso festeggiarlo con una grande mostra nell'anno del bicentenario della morte».

Al centro del racconto c'è il ruolo che Canova svolse nel recuperare parte delle opere d'arte trafugate in Francia in seguito alle campagne napoleoniche, tra le quali il Laocoonte, di cui è in mostra una copia ottocentesca. Tema questo che si ricollega all'amore dell'artista per la classicità, per il rispetto e la tutela dei tesori arrivatici dall'antichità, e anche tale atteggiamento intellettuale, in fondo, era una delle manifestazioni del suo neoclassicismo. «Napoleone è colui che ruba le opere d'arte - ha detto Mario Guderzo, che insieme a Giuseppe Pavanello ha curato l'esposizione - Canova è quello che le restituisce».

Pertanto quello che a poco a poco si compone è un volto di Canova che ha le sembianze dell'artista, ma anche racconta un'altra parte della sua biografia. «Un eccezionale diplomatico, era una persona molto umile - ha specificato Guderzo - ma che sapeva fare valere la propria forza. E il Papa decise che Canova doveva andare a Parigi, e lui partirà, con grande dispiacere, ma insieme al fratello convinse il sovrano francese a restituire moltissimi capolavori che noi oggi ammiriamo».

In mostra a Bassano, arrivata poco prima dell'inaugurazione, la «Maddalena Giacente», marmo a grandezza naturale ritrovato in Inghilterra dopo duecento anni di oblio: si tratta della prima esposizione mondiale di quella sorta di testamento artistico del Canova, che la completò proprio nell'anno della sua morte, il 1822.