27 settembre 2020
Aggiornato 21:30
Cinema italiano

Vittorio Taviani: La vecchiaia può riservare soddisfazioni

Il regista su Repubblica: «Se hai la consapevolezza di avere dentro di te un patrimonio che solo in parte hai già fatto emergere, allora la vecchiaia può riservarti grandi soddisfazioni. Si possono raggiungere grandi traguardi»

MILANO - Orso d'Oro, Nastro dell'anno e David di Donatello: è stato un anno sensazionale per Vittorio Taviani. Il regista toscano, che da sempre lavora al fianco del fratello Paolo, ha portato a casa numerosi premi grazie a «Cesare deve morire», docu-film che narra la messa in scena del Giulio Cesare di William Shakespeare da parte dei detenuti di Rebibbia. «Se hai la consapevolezza di avere dentro di te un patrimonio che solo in parte hai già fatto emergere, allora la vecchiaia può riservarti grandi soddisfazioni - ha dichiarato a «La Repubblica» Vittorio, che il 29 settembre compirà 83 anni -. Ti consente di raggiungere traguardi prima impensabili».

SI HA UNA MAGGIORE CAPACITA' DI ADATTAMENTO - Una carriera costellata di successi, dalla Palma d'oro nel 1977 per «Padre padrone» fino al Leone d'Oro alla carriera nel 1986. Vittorio continua a fare cinema, con l'entusiasmo di sempre ma con una maturità tipica di un certo periodo della vita. «Chi rientra nella fascia d'età più matura, diciamo così, conquista e sviluppa nuovi atteggiamenti mentali - ha aggiunto il più anziano dei due Taviani -. Si è molto più duttili e si ha una maggiore capacità di adattamento. Soprattutto di fronte agli scogli che capita di trovarsi davanti - ha concluso -, quando hai superato i sessanta, se non riesci a proseguire sulla strada che hai scelto ne imbocchi un'altra».