3 dicembre 2020
Aggiornato 01:30
Cronaca | Milano

«Rubò» i dati per spedire lettere alla Canalis, bancario rischia 4mesi

Impiegato di banca accusato di accesso abusivo al sistema informatico

MILANO - L'indirizzo l'aveva recuperato 'sbirciando' nel sistema informatico. Quindi, carta e penna alla mano, stando alle indagini, aveva inviato delle lettere a Elisabetta Canalis, dal contenuto scurrile. Così ora si trova nei guai il 50enne P.C, un impiegato di banca per cui la procura ha chiesto davanti al gup di Milano Bruno Giordano la condanna, in abbreviato, a 4 mesi di reclusione. L'accusa per lui è di accesso abusivo a sistema informatico.

I guai per il 50enne iniziano nel 2008. In quel periodo la famosa soubrette denuncia di sentirsi minacciata per aver ricevuto fiori, e, tra l'altro, fa cenno anche ad alcune lettere, firmate con nome e cognome. Per la procura è un attimo rintracciare l'autore degli scritti, circa 3 missive tra il 2007 e 2008, contenenti apprezzamenti pesanti. Si tratta di un impiegato di banca che lavorava in un ufficio delle cassette di sicurezza. Sentito dagli inquirenti l'uomo ammette di aver spedito le lettere, confessando di aver scritto, nel corso degli anni, a diversi personaggi famosi, tra cui Giulio Andreotti.

Sarebbe stato dunque un vero e proprio vizietto, quello di scrivere a vip e soubrette, per rompere la noia. Peccato che le lettere alla Canalis gli fanno rischiare dei guai. In abbreviato, davanti al gup, la pubblica accusa ha chiesto la sua condanna a 4 mesi di reclusione per il reato di accesso abusivo a sistema informatico. L'udienza è stata rinviata al 19 settembre prossimo, data prevista per le repliche e giorno in cui il gup potrebbe già ritirarsi in camera di consiglio per decidere. Non c'è nessuna parte civile perchè la soubrette non ha mai sporto querela.