28 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Musica

La playlist di Obama: Dylan e Miles, ma anche i nuovi rapper

Il presidente americano si racconta a «Rolling Stone»: quando Paul McCartney suonò per la mia «Michelle»

WASHINGTON - E' ancora fedele ai grandi classici della sua adolescenza, ma grazie ai suoi giovani assistenti, e soprattutto alle figlie, si tiene al passo con gli ultimi trend musicali. In un'intervista alla bibbia del rock Rolling Stone, Barack Obama racconta che il suo iPod contiene circa 2mila titoli, fra cui dominano incontrastati Stevie Wonder, Bob Dylan e Coltrane.

SCELTE COOL - Da quanto emerge verso la fine del lungo colloquio di contenuto quasi esclusivamente politico, il consigliere Reggie Love e le figlie Malia (12 anni) e Sasha (9) hanno però avvicinato il presidente americano ad artisti più cool, come i rapper Nas e Lil Wayne. «Forse sono ancora sbilanciato verso la musica della mia infanzia rispetto alle novità - ammette Obama - c'è ancora tanto Stevie Wonder, tanto Bob Dylan, Rolling Stones, molto R&B, Miles Davis e John Coltrane. Insomma i vecchi standard».
«C'è tanta musica classica - prosegue l'inquilino della Casa Bianca - Non sono un fanatico dell'Opera in termini di frequentazione di teatri, ma ci sono dei giorni in cui Maria Callas è esattamente ciò di cui ho bisogno». «Grazie a Reggie (Love, ndr) - dice ancora Obama - il mio palato per il rap è molto migliorato. Prima mi limitavo a Jay-Z, ora ho anche un po' di Nas, Lil Wayne e altre cosette, non mi definirei comunque un esperto».

L'INCONTRO CON DYLAN - Poi il presidente Usa si lascia andare al ricordo del suo unico incontro con Dylan: «E' stato proprio come me l'aspettavo - ironizza - non è mai venuto a fare le prove, mentre di solito gli altri artisti vengono tutti a provare prima di una serata (alla Casa Bianca, ndr). Non ha voluto una foto con me e Michelle, cosa che invece tutte le star generalmente si affrettano a chiedere. E' arrivato e ha suonato 'The Times They Are A-Changin'. Un omaggio davvero bellissimo, per cui aveva preparato un nuovo arrangiamento. Finita la performance è sceso dal palco, è arrivato mi ha stretto la mano con un cenno di saluto, poi è andato via» racconta Obama del cantautore. «E' stata la nostra unica interazione, e ho pensato: 'Cos'altro ti aspetti da Dylan? Non lo vorrai mica tutto smancerie e complimenti'...».

ROMANTICISMO - Infine un momento di romanticismo, legato all'incontro con l'ex beatle Paul McCartney. «Quando è venuto a cantare 'Michelle' in onore di mia moglie, pensavo fra me e me a quando Michelle era una ragazzina, in una famiglia operaia del South Side di Chicago. L'idea che un giorno uno dei Beatles cantasse per lei alla Casa Bianca, be', non ce lo saremmo mai immaginato».