Ruota panoramica, l’assessore allo Sport Finardi spiega l’iter per la realizzazione
Il progetto è tornato in auge e si prospetta un periodo iniziale di installazione al parco del Valentino. Dopodiché dovrebbe esserci l’agognato trasloco nella zona di Italia ’61. Ma prima ci sono questioni burocratiche da superare
TORINO - Dopo le notizie uscite a mezzo stampa sulla ripartenza del progetto per la ruota panoramica di Torino, l’assessore comunale allo Sport Roberto Finardi ha voluto far chiarezza su quanto è circolato. «Il procedimento amministrativo finalizzato all'eventuale autorizzazione all'impianto della ruota panoramica presso il Parco del Valentino si trova attualmente nella fase di rinnovo dell'istruttoria», evidenzia l’assessore sottolineando come per ora siano stati richiesti dall’ufficio competente i pareri alla sovrintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, alla direzione infrastrutture e mobilità della Città, alla Circoscrizione 8, al servizio verde gestione della Città e infine all'area edilizia privata della Città al fine della convocazione della commissione locale paesaggio.
Cosa succede se arrivano pareri positivi
Solo una volta che gli uffici comunali otterranno pareri positivi da parte dei plessi della pubblica amministrazione interpellati si potrà passare alla seconda fase, quella decisionale del procedimento, che vedrà la predisposizione di un provvedimento delibertivo. «Questo», precisa Finardi, «a sua volta dovrà essere sottoposto dalla Giunta all’approvazione del Consiglio comunale, il quale dovrà definire se l'area in parola è idonea all'accoglimento dell'attrazione di che trattasi, in base al vigente articolato che regola la gestione delle attrazioni e degli spettacoli viaggianti".
La ruota panoramica
Alta quasi 50 metri, la ruota panoramica dovrebbe avere sede, almeno inizialmente, al parco del Valentino. Sulla base delle voci di corridoio si prospetta un contratto a termine di un anno e mezzo, al termine del quale dovrebbe esserci l’agognato trasloco nella zona di Italia ’61. A tal proposito si può evidenziare come la nuova installazione non avrà le fondamenta, ma un sistema di ancoraggio studiato a lungo, tanto che è stato una delle cause dei continui ritardi sulla decisione di realizzarla oppure no. L’opera dovrebbe avere un costo finale di sei milioni di euro.
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