7 dicembre 2019
Aggiornato 10:30

Beltramo: Caro Marquez, sei un arrogante. Così non si fa

Il commento del nostro Paolone all'entrataccia di Marc che ha buttato fuori Valentino Rossi: «Ha guidato come una bestia, la Federazione deve calmarlo»

TERMAS DE RIO HONDO – Nel Gran Premio d'Argentina è riesplosa clamorosamente la rivalità tra Valentino Rossi e Marc Marquez. «Una giornata abbastanza brutta: siamo tornati indietro di due anni – ha commentato il nostro Paolo Beltramo – Non si parlerà tanto della vittoria di Cal Crutchlow, ma soprattutto, e a questo punto giustamente, di quello che è successo di nuovo tra Rossi e Marquez». Tutto è cominciato fin dal via, quando la corsa di Marquez si è messa in salita: «Sulla griglia di partenza a Marquez si spegne la moto: la spinge, la riaccende e poi si riposiziona sulla sua casella. Il regolamento dice che avrebbero dovuto portarlo fuori, ma nessuno ha avuto il coraggio davvero: fosse stato un pilota della Moto3, lo avrebbero probabilmente cacciato, invece gli è stato consentito di partire dalla sua posizione. Poi gli è stata comminata una penalizzazione».

Sta esagerando
Per recuperare il tempo perso, il Cabroncito ha deciso di superare i limiti: «Assatanato come sempre, consapevole della sua manifesta superiorità in Argentina, ha cominciato a guidare come una bestia. Ha buttato fuori Aleix Espargaro andandogli addosso, gli è stato dato l'obbligo di cedere una posizione, e poi è ripartito». Finché non ha ripetuto lo stesso copione anche con Valentino Rossi, buttandolo fuori pista e fuori gara: «Una manovra veramente esagerata, non si fa così. Tutto nasce da questo senso di impunità che, secondo me, Marquez vive inconsciamente, perché non è mai stato redarguito a sufficienza, fin dalla classe 125. Questa convinzione di onnipotenza, che deriva dalla sua classe e dalla sua abilità, è esagerata, e dovrebbe essere calmata dalla Federazione. Non è giusto che lui possa permettersi di fare quello che fa. È il più forte che ci sia in pista, ma deve darsi una calmata: è un ragazzino sportivamente arrogante».