6 agosto 2020
Aggiornato 17:30
Il video-editoriale per il Diario Motori

Beltramo: Dovizioso, Petrucci e Valentino Rossi, gli italiani ci mettono il cuore

Dal pilota italiano su moto italiana che trionfa al Mugello passando per il podio di uno che fino a ieri era considerato bravo sul bagnato fino ad arrivare al Dottore che non avrebbe nemmeno dovuto correre, ma ha portato a casa un quarto posto di grinta. Hanno prevalso passione e classe

MILANO – Il giorno dopo il Gran Premio d'Italia resta il ricordo indelebile di una tripletta di vittorie nostrane: «Meravigliosa giornata di emozioni, sparpagliate in quella nebbia gialla punteggiata di rosso, che sono rimaste con noi – la definisce il nostro Paolo Beltramo – Bellissima è stata la vittoria di Andrea Dovizioso: per la prima volta al Mugello in MotoGP ha vinto un pilota italiano su una moto italiana. Bisognava tornare indietro di nove anni per vedere un pilota italiano vincere al Mugello: allora fu Valentino Rossi. Finalmente Dovi ci ha messo il cuore, oltre che la testa come al solito. Bravo anche Maverick Vinales ad arrivare secondo e molto anche Danilo Petrucci, terzo: una dimostrazione di volontà da un pilota che era considerato bravo soltanto sul bagnato. Ed è stato fantastico anche Vale, che otto giorni prima della gara aveva avuto l'incidente e non avrebbe dovuto correre, invece è riuscito a dimostrare una gara di grinta. Peccato che il fisico, un po' provato e giù d'allenamento, gli abbia impedito di giocarsela fino alla fine. Considerando le sue condizioni, il quarto posto a due secondi dal suo compagno di squadra è tantissima roba».

Le classi inferiori
Ma anche le altre categorie hanno visto trionfare gli italiani: «Senza voler togliere nulla agli altri, penso che la cosa più bella sia stata il ritorno alla vittoria di Mattia Pasini, otto anni dopo. Aveva vinto una gara fantastica contro Marco Simoncelli nel 2009, sul bagnato, proprio all'ultimo giro. E questa volta, in Moto2, all'ultimo giro, ha compiuto i due sorpassi che gli hanno regalato il successo. Una vittoria straordinaria, voluta da un ragazzo che ha un sacco di talento, bravo, buono, divertente, simpatico, e che aveva corso il rischio addirittura di smettere di correre, e non se lo meritava. Ha un problema al braccio destro, quindi ha dovuto anche superare questa limitazione, e ci è riuscito con passione, cuore, coraggio, tenacia e classe». E in Moto3 ha vinto Andrea Migno: «L'italiano considerato meno come talento, come classe, rispetto ai Bulega e ai Fenati. Di lui si diceva che era buono, ma con la costanza, la tenacia, la voglia, la dedizione, l'applicazione è riuscito ad arrivare a trionfare al Mugello. Ha dimostrato che vincenti si può anche diventare».