16 ottobre 2019
Aggiornato 17:00

Paolo Beltramo ricorda Nicky Hayden: «Un uomo dolce, semplice, naturale»

L'ultimo saluto dello storico inviato nel Motomondiale al campione del mondo 2006, che si è spento proprio oggi in ospedale dopo il terribile incidente in bicicletta di cui è stato vittima mercoledì scorso: «Una persona corretta, civile e disponibile, mai arrogante e mai cattiva»

MILANO – Paolo Beltramo ricorda così Nicky Hayden: «Non ce l'ha fatta ed è morto, in conseguenza dell'incidente in bicicletta che lo aveva visto coinvolto mercoledì scorso, il 17 maggio – racconta – Aveva quasi 36 anni, essendo nato il 30 luglio del 1981 a Owensboro, nel Kentucky, ed è stato campione del mondo nel 2006, battendo Valentino Rossi all'ultima gara a Valencia. Un Valentino che ha dichiarato che in fondo, se proprio devi perdere, farlo contro uno come Nicky fa meno male. Perché Nicky è sempre stato una persona corretta, civile, disponibile, mai sopra le righe, mai arrogante, mai cattivo. Eppure molto competitivo, naturalmente, come quasi tutti gli americani, che non hanno bisogno di prendersi rivincite sulla vita ma cercano il meglio con spontaneità e semplicità. Lascia suo papà Earl, proprietario di un concessionario di auto usate, che lo ha seguito quasi sempre, sua mamma e due fratelli, anche loro piloti di moto: una famiglia da corsa. Nicky correva con il 69 che era il numero di suo papà e, purtroppo, lascia un grande vuoto: sono quei momenti in cui fare il mio mestiere è brutto e difficile, e non si sa cosa dire. Faceva parte del mondo delle corse come le ruote, i motori, i camion. Era normale vederlo, doveva esserci, era un pezzetto del paddock, dolce, semplice, naturale, mai eccessivo in niente, nemmeno forse nelle passioni, positive e negative, che ha suscitato. Per lui si provava stima, affetto, per via della sua disponibilità, della sua grandissima passione. Anche quella per la bicicletta, che purtroppo lo ha portato a una fine prematura e ingiusta».