24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00

Claudio Marchisio lascia il calcio: «La testa c'era, il corpo non girava più»

Il campione bianconero: «Il futuro? Ho tante attività, ora ho bisogno di staccare». Ribery: «A Firenze mi sento amato. Mi manca solo l'Oktoberfest»

Claudio Marchisio con la maglia della Juventus
Claudio Marchisio con la maglia della Juventus ANSA

TORINO - Claudio Marchisio lascia il calcio giocato e lo annuncia in una conferenza stampa all'Allianz Stadium, nella sala «Gianni e Umberto Agnelli»: «Ho deciso di ritirarmi, non è stata una decisione facile. Negli ultimi mesi la mia testa c'era ma il mio corpo non girava più come prima. Ho cominciato a riflettere. Non è importante l'età che uno ha, potevo avere 30 o 40 anni, ma quello che uno si sente. Se non puoi dare il massimo giusto lasciare. Non è stata una notte semplice, cercavo una parola per riassumere tutto e quella parola è sogno».

Ho realizzato un sogno

Inevitabile pensare al passato, a una storia legata indissolubilmente alla Juventus e a quella parola evocata più volte, sogno: «Ho realizzato un sogno, quello di un ragazzo di Torino che voleva indossare la maglia della sua squadra del cuore. Ho vinto tantissimo, insieme ai miei compagni. Queste saranno emozioni che saranno sempre dentro di me. Sono contento di aver lasciato un bel ricordo e di aver ricevuto tanto affetto dai tifosi. Il rimpianto? Quello di non vincere la Champions con la Juve e l'Europeo con la Nazionale».

Futuro? Ora ho bisogno di staccare

Il sogno? «In Serie B vedere tanti campioni che hanno avuto la voglia di restare significa che la cosa più bella era indossare la maglia della Juve e basta» Il gol più bello? «Sono due: quello contro l'Inter e il primo segnato nel nuovo stadio, è stato l'inizio di un ciclo vincente irripetibile. La partita che vorrei rigiocare? Quella contro il Barcellona in finale di Champions a Berlino, anche solo una parte del secondo tempo». Sul futuro personale ancora nessun progetto: «Per ora mi godo la famiglia e mi riposo, ho già avviato negli anni attività fuori dal calcio ma ora ho bisogno di staccare».

Franck Ribery con la maglia della Fiorentina
Franck Ribery con la maglia della Fiorentina (ANSA)

Ribery: A Firenze mi sento amato

«A Firenze sono felice e ho una responsabilità più grande alla Fiorentina perché la squadra è molto giovane e posso aiutarla con la mia esperienza». Parola di Franck Ribery ai media ufficiali del Bayern Monaco, il club con cui in 12 anni ha vinto tutto ed è stato un simbolo. «Firenze è più piccola di Monaco e la mentalità della gente è diversa. La passione dei tifosi viola mi ricorda quella vissuta a Marsiglia e mi piace. Altre cose mi ricordano Monaco come il rispetto delle persone. Qui ho trovato tutto ciò di cui la mia famiglia ha bisogno, manca solo l'Oktoberfest». Ribery, 36 anni, ne ha trascordi 12 a Monaco di Baviera.

La pressione mi piace e mi stimola

«Non posso dimenticarli, ho goduto di grandi vittorie, lasciato tanti amici, mi sono sentito a casa e so che ci tornerò quando smetterò di giocare». Poi ha aggiunto: «Tre settimane prima che decidessi di venire alla Fiorentina mia moglie mi disse: 'Penso che andremo a Firenze'. Aveva ragione. Siamo davvero felici, non mi aspettavo una simile accoglienza e non scorderò mai la presentazione allo stadio. Sono stato subito amato. E' naturale - ha concluso - che le aspettative nei miei confronti siano alte ma la pressione mi piace e mi stimola, voglio fare grandi cose per me, per il club e per i tifosi».