9 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Milan: Giampaolo lasciato solo da tutti, tranne uno

Ufficialmente compatti intorno al tecnico, i dirigenti rossoneri sono in realtà divisi sul futuro del tecnico abruzzese

Marco Giampaolo, allenatore del Milan
Marco Giampaolo, allenatore del Milan ANSA

MILANO - Più a rischio che mai, altro che fiducia incondizionata. L'avvenire di Marco Giampaolo sulla panchina del Milan è tutt'altro che certo, nonostante le rassicurazioni della dirigenza che già dal post derby si era affrettata a manifestare vicinanza ed appoggio al tecnico abruzzese, al primo anno su una panchina importante dopo una carriera spesa in provincia. Una difesa necessaria per non gettare ancor più in confusione un allenatore che non sembra aver ancora in mano il bandolo della matassa con risultati altalenanti ed una quadratura che tarda ad arrivare, quel gioco brillante ammirato ai tempi della Sampdoria e del quale a Milano non c'è neanche l'ombra.

Stima

Protezione a parte, la dirigenza del Milan riflette eccome sul futuro del tecnico perchè quest'anno non saranno tollerati altri errori, perchè la piazza ribolle di rabbia, pretende risultati e non è disposta ad altri «anni zero», così come il club ha bisogno del quarto posto in campionato e della qualificazione in Coppa Campioni per dare ossigeno alle casse e programmare una campagna acquisti più facoltosa e 4 sconfitte in 6 partite stanno distruggendo ogni ambizione dopo appena un mese di campionato. Giampaolo, assunto perchè fautore di un calcio propositivo e valorizzatore di calciatori giovani e di prospettiva, gode in realtà di fiducia incondizionata dal solo Paolo Maldini che lo ha scelto personalmente, considerandolo il profilo migliore fra quelli prendibili dal Milan.

Divisione

Di diverso avviso, invece, Zvonimir Boban, arrivato a Milanello quando Maldini aveva già in mano il nuovo allenatore, convinto inizialmente della scelta ma che col passare del tempo ha iniziato a dissentire con il collega, ex compagno ed amico. Il croato ha infatti già riservato a Giampaolo un paio di stoccate, classiche del carattere forte del dirigente milanista, ma che hanno anche mostrato un'insofferenza maggiore rispetto a Maldini, un'impazienza più evidente per riportare in alto il Milan. Sorprende, in effetti, come Boban sia passato dalle dichiarazioni in fase di presentazione di Giampaolo («Marco è l'unico a poterci riportare dove meritiamo») a quelle di metà e fine settembre («Siamo delusi, pensavamo di essere più avanti»), dando così l'impressione che per lui la fiducia nell'allenatore non sia infinita e comunque più limitata rispetto a quella di un Maldini che ad oggi resta l'unico incrollabile sostenitore del tecnico di Giulianova.