22 ottobre 2018
Aggiornato 07:30

Milan: la differenza si sente

La nuova stagione Ŕ partita fra alti e bassi, ma ora la squadra di Gattuso sembra aver innestato la marcia giusta
Gonzalo Higuain, centravanti del Milan
Gonzalo Higuain, centravanti del Milan (ANSA)

MILANO - A piccoli passi il Milan si riprende le zone europee della serie A e lo fa con due vittorie consecutive contro Sassuolo e Chievo e tenendo in considerazione anche la partita da recuperare a fine mese a San Siro contro il Genoa. Il 3-1 inflitto al derelitto Chievo ha in realtà messo in evidenza la crescita della formazione allenata da Gennaro Gattuso, più consapevole dei propri mezzi, più rodata tatticamente e fisicamente, ma soprattutto più cinica rispetto a qualche settimana fa quando subiva le rimonte da Atalanta ed Empoli lasciando per strada diversi punti importanti in una classifica che si era fatta brutta da vedere e inversamente proporzionale alle ambizioni.

Bomber e leader
E poi là davanti c'è un signore che di nome e cognome fa Gonzalo Higuain, ovvero qualcuno che negli anni scorsi non c'era. Gattuso in estate ha preteso dalla società un rinforzo consistente in attacco, un centravanti con doti tecniche fuori dal comune, senso del gol e carisma, uno da 25 gol stagionali fra campionato e coppe. Ebbene, forse Higuain era ed è il meglio che il Milan potesse avere: la doppietta al Chievo è solamente l'apice di un lavoro che l'argentino sta compiendo dal suo arrivo a Milanello, perchè i 6 gol realizzati sin qui dall'ex juventino in tutte le competizioni sono ciò che a Higuain è sempre stato chiesto e che lui ha sempre fatto, ma il fattore più rilevante che il centravanti milanista sta mettendo in mostra è il sacrificio e il suo mettersi a disposizione del gruppo tornando indietro di 20 metri a prendersi palloni e botte sui polpacci, esigendo il massimo sforzo anche dai compagni. Poi, è chiaro, le marcature pesano e pesano pure tanto, basti pensare ai 6 punti che la formazione di Gattuso ha in Coppa Uefa, ottenuti con le prodezze dell'argentino contro Dudelange ed Olympiakos. Così si cresce, così può crescere una squadra con l'obiettivo di raggiungere quel quarto posto e quella Coppa dei Campioni che manca da 5 anni e che con un attaccante così può non essere più una chimera.