10 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Milan: la nuova vita di Mirabelli

La dirigenza rossonera potrebbe subire brusche rivoluzioni nelle prossime settimane. Il direttore sportivo, però, potrebbe essere fra i superstiti
Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica del Milan
Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica del Milan (ANSA)

MILANO - Sabato è vicino, vicinissimo. L'assemblea dei soci del Milan e il fondo Elliott si raduneranno per stabilire il nuovo corso rossonero dopo l'avvento del fondo di investimento al posto della proprietà cinese e la concreta possibilità che molto in seno alla dirigenza milanista possa cambiare. A rischiare, in particolar modo, ci sono l'amministratore delegato Marco Fassone ed il direttore sportivo, nonchè responsabile dell'area tecnica, Massimiliano Mirabelli, fin dal principio braccio destro e braccio sinistro della cordata con a capo Yonghong Li. Un cambio quasi dovuto e consueto quando in una società si insedia un nuovo proprietario, ma un cambio che nell'ambito sportivo potrebbe creare diversi scossoni nel Milan.

Chi si salva?

L'impressione, negli ultimi giorni, è che la testa di Fassone sarà probabilmente la prima a saltare, forse già dopo la riunione di sabato, mentre su Mirabelli le riflessioni sono più complesse e la posizione del dirigente calabrese potrebbe essere rivista. L'idea di Elliott, infatti, sarebbe quella di assumere un nuovo amministratore delegato e scindere in due l'attuale ruolo di Mirabelli: il ritorno di Leonardo, infatti, servirebbe ad occupare la poltrona di direttore dell'area tecnica, mentre l'ex scouting dell'Inter rimarrebbe con la sola mansione di direttore sportivo, lavorando maggiormente nell'ombra, un po' come Fabio Paratici nella Juventus. Mirabelli agirebbe così da "lavoratore di campo", con meno oneri "politici" e la piena libertà nella visione dei calciatori, con Leonardo ad organizzare le questioni dietro la scrivania. Una riorganizzazione che, gestita dal nuovo amministratore delegato, sarà alla base del rilancio milanista del prossimo futuro.