22 settembre 2020
Aggiornato 23:30
MotoGP | Gran Premio d'Italia

Ducati sfigata: botto pauroso per Pirro, motore esploso per Dovizioso

Venerdì da dimenticare per la Rossa in casa al Mugello. L'unica buona notizia è che il collaudatore se l'è cavata solo con una lussazione e qualche trauma

SCARPERIA – La prima buona notizia in casa Ducati è che Michele Pirro sta (relativamente) bene. Il collaudatore, iscritto come wild card al Gran Premio d'Italia, è stato protagonista di uno schianto spaventoso in fondo al rettilineo del Mugello, dove si superano i 350 km/h. La dinamica esatta è ancora in fase di studio, ma sembrano da escludersi problemi tecnici. «Credo che la sua moto abbia avuto uno scossone, le pinze dei freni si siano allontanate e lui istintivamente abbia premuto la leva al massimo – ricostruisce Danilo Petrucci, che con Pirro ha percorso quasi tutti i gradini della carriera, fino al 2017 anche come suo compagno di divisa in Polizia – Quel punto della pista è uno dei più pericolosi della stagione, perché si arriva al massimo della velocità su una ruota sola, per colpa di un dosso che andrebbe spianato. E, da quando sono spuntate le ali, le moto sono diventate ancora più instabili».

Miracolosamente quasi illeso
Così il test rider è stato sbalzato violentemente dalla sua Desmosedici. «È volato per quattro metri, ma ha avuto molta fortuna: è atterrato con i piedi – racconta Jorge Lorenzo – Se fosse caduto sulla testa o sulle spalle sarebbe andata molto peggio. Sembra che non ci sia nulla di grave, ma dobbiamo aspettare 24 ore per esserne sicuri». Il botto, dunque, è stato pauroso, ma (forse per l'intercessione del suo illustre concittadino di San Giovanni Rotondo) Michele se l'è cavata con una lussazione, una commozione cerebrale e qualche trauma al tronco e al torace. «Non si ricorda neanche più di essere caduto – sorride di sollievo il direttore sportivo Paolo Ciabatti – ma quando gli ho parlato mi ha detto che domani vorrebbe correre...».

In classifica inseguono
Scongiurato il peggio, alla Ducati non resta quindi che leccarsi le ferite di una giornata inaugurale del weekend di casa che non è certamente andata secondo le aspettative. «Sembra che abbiamo perso quel vantaggio sulle altre moto che avevamo l'anno scorso – prosegue Petrux – Suzuki, Honda e Yamaha sembrano averne di più». Infatti, a parte il quinto posto del suo compagno di squadra Jack Miller, ottenuto però con la moto dell'anno scorso, la migliore delle Desmosedici GP18 è proprio la sua, quella satellite del team Pramac, nona: «È stato un venerdì abbastanza complicato, ma non demordo: almeno sono nei primi dieci, e domani tutto è possibile», stringe i denti il ternano. Il primo degli ufficiali è stato Jorge Lorenzo, appena decimo: «Sono contento almeno perché il mio passo gara è rimasto costante per molti giri», riflette. Andrea Dovizioso, invece, in fondo al rettilineo sul quale è caduto Pirro ha rotto il motore: tornato in pista con il muletto, non è andato oltre il tredicesimo posto. Peggio di così...