21 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

Da Tacconi a Letta, tutti contro Donnarumma

Attaccare il giovane portiere del Milan e della Nazionale sembra diventato il passatempo più divertente per opinionisti, addetti ai lavori e semplici tifosi.
Donnarumma esce dal campo frastornato dopo la finale di Coppa Italia
Donnarumma esce dal campo frastornato dopo la finale di Coppa Italia (ANSA)

MILANO - Ormai sembra essere diventato questo lo sport più popolare e divertente di giornata: impallinare Gianluigi Donnarumma, giovanissimo e fenomenale - al netto dei paperoni purtroppo innegabili che hanno regalato la Coppa Italia alla Juventus - portiere del Milan, protagonista di una serata storta nella partita probabilmente più importante della stagione per la sua squadra.
Ha parlato da tifoso, ad esempio, l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta, a margine del convegno State of the Union in corso alla Badia Fiesolana di Firenze. E lo ha fatto commentando la disfatta del Milan in coppa Italia contro la Juventus. «La sconfitta contro la Juventus è stata un dramma. Donnarumma? Deve fare la maturità invece di pensare soltanto ai soldi». Il riferimento è all'estate scorsa, quando il portiere del Milan decise di non presentarsi agli esami di maturità suscitando l'intervento del ministro dell'Istruzione Fedeli.

Il solito Tacconi
Chi invece non perde occasione per sparare i suoi giudici tranchant su Gigio è l’ex portiere juventino Stefano Tacconi. Da mesi ormai riesce ad affacciarsi alla ribalta solo con esternazioni di dubbia rilevanza, sfruttando la popolarità di Donnarumma. L’ultima della serie è naturalmente a commento della vittoria della sua ex squadra proprio contro il Milan: «La stoffa c'è, ma va aiutato - le parole di Tacconi -. Deve lavorare tanto su certi fondamentali, cominciando da quelle gambe, che tiene sempre larghe. E poi, mai uscire dal campo piangendo, è una manifestazione di debolezza, si esce a testa alta. In certe partite basta un errore per rovinare tutto, non conta quante belle parate hai fatto fino a quel momento. La concentrazione deve essere sempre al massimo. Nel '90 Zenga giocò un Mondiale perfetto, ma ci si ricorda solo dell'uscita sbagliata nella semifinale con l’Argentina».

Albertosi e Zoff
Decisamente più compassate e moderate le valutazioni di altri due fuoriclasse della porta, due fenomeni veri che si sono divisi la porta della nazionale italiana di calcio dagli anni ’60 agli anni ’80. In primis Enrico Albertosi, che con Donnarumma ha diviso la stessa maglia e la stessa porta, quella del Milan: «Ha alternato cose notevoli a due 'papere' incredibili che rappresentano uno scotto da pagare se sei giovane e giochi in un ruolo senza rete di protezione. Ma se a 19 anni hai giocato più di 100 partite in A significa qualcosa. Deve crescere, ma la tranquillità che dimostra in campo, ad esempio nel gestire il pallone con i piedi, è degna di un trentenne».
E per finire Dino Zoff: «Si tratta di incidenti di percorso, febbri di crescita. Qualche papera fa parte del bagaglio di ogni portiere, figuriamoci a 19 anni. Gigio deve vivere tranquillo: il futuro è suo, ha tutte le qualità per fare bene. Cerchi solo di tenersi fuori dal vortice del calciomercato, evitare i tira e molla della scorsa estate. In questo procuratore e la famiglia devono proteggerlo di più». 
Capito Mino Raiola?