25 settembre 2018
Aggiornato 19:30

Marquez non arretra: «Con Valentino Rossi ho sbagliato, ma non cambio stile»

Il Cabroncito torna a parlare dell'incidente con il Dottore nella conferenza stampa della vigilia ad Austin: «Sono pronto a parlargli anche domani, nessun rancore»
Marc Marquez nel box della Honda
Marc Marquez nel box della Honda (Red Bull)

AUSTIN – Sono passate due settimane, tutto il mondo del Motomondiale ha avuto la possibilità di riflettere a mente fredda su quanto accaduto durante il Gran Premio d'Argentina, eppure Marc Marquez continua a non schiodarsi dalla sua posizione. Di voltare pagina, come sperava lui, manco a parlarne: proprio la bufera che lo ha travolto a Termas de Rio Hondo è stata infatti, come previsto, al centro della sua conferenza stampa che lo ha visto protagonista, in solitaria (Rossi parlerà solo tra qualche ora), alla vigilia del fine settimana di Austin. «Tutto il weekend di gara in Argentina è stato molto difficile, specialmente la domenica – ha raccontato il Cabroncito – Sia per via delle condizioni, che per le cose che sono successe. Ma io sono un pilota a cui piace migliorare e imparare da tutto. E da ciò che è accaduto quella domenica tutti possono imparare molte cose da migliorare per il futuro. Ma allo stesso tempo non cambio il mio stile, che prevede di spingere sempre al massimo».

Niente rancore, niente paura
Il campione del mondo in carica ha cercato di evitare, saggiamente, i riferimenti diretti a Valentino Rossi, svicolando molte delle domande sul loro rapporto e su ciò che si aspetta dal Dottore in questo weekend di gara. Quanto alla sua entrataccia che ha messo ko il fenomeno di Tavullia, però, la versione dello spagnolo rimane la stessa che aveva pronunciato a caldo. «Hanno parlato in tanti, e sono stati espressi tanti punti di vista – prosegue il sei volte iridato – Io rispetto le opinioni di tutti, ma ho ho fatto quello che ritenevo fosse giusto fare: ho capito di avere sbagliato e ho cercato subito di scusarmi. Sono successe tante cose, ma non ho nessun rancore verso Valentino: anzi, gli ho subito chiesto scusa e non avrei nessun problema a parlare di nuovo con lui anche domani. Se lui dice di avere paura a correre con me è una sua opinione, una sensazione rispettabile. Io non ho mai avuto paura in moto».

Il pasticcio alla partenza
Eppure il contatto con Rossi non è stato che l'ultimo dei suoi controversi comportamenti che gli sono valsi la bellezza di tre penalità nel giro di un'ora. Prima di quello c'erano stati l'altro contatto con Aleix Espargarò e soprattutto il pasticcio al via, in cui la sua Honda si è improvvisamente ammutolita eppure lui l'ha riattivata, senza allinearsi in corsia dei box come avrebbe previsto il regolamento. Su questo episodio Marquez ha speso qualche parola in più. «La Honda ha analizzato molto in profondità il motivo per il quale il motore si è spento sulla griglia di partenza – spiega Magic Marc – Si è trattato di un problema elettronico legato al cambio, che cercheranno di risolvere in futuro. Era già successo nelle prove libere a Cal (Crutchlow, ndr), ma non lo avevano considerato un problema, pensavano fosse stato solo un suo errore. Purtroppo mi è capitato proprio sullo schieramento alla partenza della gara: è stato un peccato, ma è andata così, ed è tutta esperienza per il futuro». A quel punto, dopo una breve discussione con un commissario, il catalano ha pensato bene di girare la sua moto contromano e di ritornare sulla sua casella di partenza: «Quando si è spento il motore stavo rientrando ai box, perché normalmente in MotoGP il pilota da solo non riesce mai a riaccendere la moto, serve il meccanico con l'apposito macchinario per l'accensione. Invece ci ho provato e il motore si è acceso. A quel punto si è creata una confusione con la direzione gara: era già successo in passato che, se si riaccendeva il motore, il pilota poteva tornare sulla sua posizione in griglia. In questo caso si è creato un equivoco, ma penso che da questa situazione tutti quanti abbiano imparato qualcosa».