20 agosto 2019
Aggiornato 09:30

«Pensavo di perdere». Vettel soffre, ma non molla e trionfa

Ha dovuto far durare le sue gomme medie per oltre trenta giri per rispondere alla strategia aggressiva della Mercedes. Ma Seb ha vinto, per appena sei decimi

Sebastian Vettel esulta sul gradino più alto del podio del GP del Bahrein di F1
Sebastian Vettel esulta sul gradino più alto del podio del GP del Bahrein di F1 Ferrari

MANAMA – Il risultato, alla fine, non è cambiato: vince Sebastian Vettel. Ma, rispetto al Gran Premio inaugurale in Australia, il modo in cui è maturato questo successo è stato diametralmente opposto. Due settimane fa la Mercedes era la macchina più veloce, e la Ferrari per superarla aveva dovuto affidarsi alla strategia (e a un pizzico di fortuna). Oggi era la Rossa a fare l'andatura, ma le Frecce d'argento hanno tentato comunque di ribaltare la situazione a loro favore grazie alla tattica del loro muretto. E, per artigliare questo secondo trionfo consecutivo, Seb è stato davvero costretto a soffrire fino al traguardo. «Credo di aver mandato un messaggio via radio a dieci giri dalla fine dicendo di avere tutto sotto controllo – ha raccontato a caldo il quattro volte iridato – Ma era una bugia, non avevo nulla sotto controllo. Quando mi hanno comunicato che passo aveva Valtteri in quel momento, pensavo che non ce l'avrei mai fatta. Dentro la macchina facevo i conti ed ero convinto che, a dieci giri dalla fine, con quel passo, mi avrebbe ripreso. Ho davvero provato ad essere il più pulito possibile».

Stringere i denti
Il ferrarista tedesco, al comando delle operazioni fin dalla partenza, aveva infati previsto due soste ai box; ma alle sue spalle Valtteri Bottas ha deciso invece di passare in corsa ad un solo pit stop. Una decisione che ha messo in grande crisi i tecnici di Maranello. «Entrambe le Mercedes verso fine gara erano fortissime – ammette Seb – Quando noi abbiamo montato le gomme medie loro hanno montato le dure, e ho pensato che quello fosse il loro scacco matto, perché gli avrebbe consentito di fare un pit stop in meno. Il nostro programma originario era quello di fermarci di nuovo ai box, ma poi l'abbiamo cambiato, e quindi ho cercato di amministrare le gomme il più possibile e farle durare. E ha funzionato, ma per poco. In fondo al rettilineo Valtteri era vicinissimo, ma per fortuna non aveva più giri a disposizione. Si è rivelata una grande battaglia strategica, che ci ha messo sotto grande stress e pressione. Penso che non avessimo nulla da perdere, restando in pista e provando a vincere, invece di accontentarci del terzo posto. E trionfare così mi dà ancora più gusto». Vettel è riuscito a far durare i suoi pneumatici medi per oltre trenta giri di fila. E, sotto la bandiera a scacchi, il suo margine su Bottas era di appena sei decimi. La gara che credeva persa, alla fine è riuscito comunque a vincerla.

Assalto disperato
Eppure il finlandese le ha provate davvero tutte per negare la gioia al suo rivale, arrivando ad attaccarlo alla staccata della prima curva all'ultimo giro, ma il tempo non gli è bastato: «Sapevo che, grazie alla scelta della gomma più dura, c'era la possibilità che loro andassero in crisi sul finale, ed in effetti è stato così – ha spiegato il secondo pilota della Mercedes – Cercavo di fare ogni giro e ogni curva alla perfezione per riprenderlo, ma non è bastato. Arrivare secondo di così poco al traguardo è estremamente deludente».