15 novembre 2019
Aggiornato 01:30

Il vecchio campione contro Iannone: «Suzuki, caccialo via»

La bandiera Kevin Schwantz, che portò la casa di Hamamatsu al campionato del mondo nel 1993, ce l'ha con il suo successore Andrea: «Non si impegna abbastanza»

Andrea Iannone ai box della Suzuki
Andrea Iannone ai box della Suzuki Michelin

ROMA – Kevin Schwantz se la prende ancora con Andrea Iannone. Già nell'estate scorsa, di fronte ai deludenti risultati dell'attuale pilota della Suzuki, la storica bandiera della casa di Hamamatsu andò pesantemente all'attacco del Maniaco, invitandolo a «darsi ai go kart». Il centauro di Vasto, dal canto suo, rispose stizzito all'ex campione del mondo della classe 500: «Venga a dirmi queste cose in faccia, da uomo a uomo». Di un confronto diretto tra le due generazioni di portacolori del marchio giapponese non si ha notizia: in compenso il fuoriclasse americano ha ribadito proprio in questi giorni le sue critiche nei confronti del suo successore. «Credo che la casa madre abbia avuto delle difficoltà all'inizio dell'anno, che l'hanno tenuta leggermente indietro per la maggior parte della stagione. Ma penso anche che la Suzuki non abbia avuto il 100% da Iannone – ha affondato l'iridato 1993 ai microfoni del sito specializzato internazionale Motorsport – Rins si è fatto male quasi subito e quando è tornato ha avuto bisogno di tempo per ritrovare la velocità. Nelle ultime due o tre gare però ha messo pressione a Iannone ed entrambi hanno scalato diverse posizioni. Al Sachsenring ho già detto la mia opinione: non credo che Iannone abbia dato il massimo per tutta la stagione. Questo è inaccettabile».

Cambiate pilota
Il 53enne di Houston ha poi rincarato la dose, invitando addirittura senza mezzi termini la Suzuki a cercarsi un nuovo alfiere per il prossimo anno: «Quando sei il pilota di punta, devi sempre dare il 100%, perché devi dare alla squadra la direzione da seguire con le tue indicazioni. Ma se non dai sempre il 100%, non permetti alla moto di progredire. Al 95% tutte le moto della griglia sono fantastiche da guidare: è l'ultimo 5% quello che fa la differenza tra una grande moto ed una che non riesce neanche a stare nelle prime dieci posizioni. Con la sua esperienza, avendo anche vinto una gara con la Ducati, doveva dare lui la direzione da seguire alla squadra, specialmente nella prima stagione. Forse nel 2018 Rins potrà dare qualche input in più, perché avrà più esperienza, ma l'anno scorso era tutto sulle spalle di Iannone. Nella prossima stagione avranno ancora lui e Rins, ma penso che la Suzuki debba assolutamente guardare ad un altro pilota per il 2019».

Si può fare di più
Secondo Schwantz, dunque, Iannone sarebbe colpevole di non impegnarsi abbastanza e di non avere il piglio del leader, come confermano anche le voci che ha raccolto dalla vecchia squadra dell'italiano, la Ducati: «Sono curioso di capire quanto potrà crescere Rins il prossimo anno, perché Iannone è un pilota diverso quando ha un compagno che lo spinge in ogni giro ed in ogni sessione – prosegue – Dobbiamo iniziare la stagione con la speranza che ritorni il pilota veloce che ricordiamo sulla Ducati, anche se parlando con loro mi hanno detto che lui non seguiva una sua direzione, anzi che diceva: 'Datemi quello che sta usando il mio compagno, quello che ha Dovi'. L'unica cosa su cui Iannone deve impegnarsi è la sua etica del lavoro. Deve essere pronto a lavorare più duramente. Non stiamo parlando di giocare a poker, quindi questo lavoro non sarà mai facile: deve impegnarsi al 100%, allenandosi e facendo tutto quello che serve per prensentarsi pronto alla prossima stagione. Prove libere, qualifiche e gara, bisogna dare sempre il 100% e anche di più. E Iannone non me lo ha dimostrato quest'anno».