17 agosto 2022
Aggiornato 00:30
Superbike

A 48 anni torna a correre il mito della Ducati

Un decennio dopo il suo ritiro ufficiale, il tre volte campione del mondo Troy Bayliss rientrerà in pista per cercare di vincere il titolo australiano

Troy Bayliss
Troy Bayliss Foto: Ducati

ROMA – Valentino Rossi sta pensando a rinnovare il suo contratto, per continuare a correre nel Motomondiale anche oltre i quarant'anni? Ebbene, c'è un ex campione del motociclismo ancora più longevo di lui, talmente tanto da essere pronto a risalire in sella addirittura all'età di 48 anni compiuti. Si tratta di Troy Bayliss, leggenda vivente della Ducati, tre volte campione del mondo di Superbike e vincitore di un Gran Premio in MotoGP, che dimostra di non essere ancora guarito dalla splendida malattia delle due ruote.

Macché ritiro
L'australiano appese ufficialmente il casco al chiodo nel 2008, dopo aver vinto il suo terzo titolo iridato, per poi ritornare brevemente solo per due weekend di gara nel 2015 come supplente dell'infortunato Davide Giugliano. Da allora si era dedicato a gestire la sua squadra, la DesmoSport Ducati, nel campionato australiano di Superbike, schierando delle giovani promesse della sua nazione. Eppure, il ruolo del pilota gli mancava talmente tanto che, dalla prossima stagione, sarà lui stesso a difendere in pista i colori della sua squadra, tornando a correre a tempo pieno. Con l'obiettivo di vincere il suo scudetto nazionale che gli sfuggì per ben due volte a inizio carriera, nel 1996 e nel 1997, quando arrivò terzo in entrambe le stagioni. «Inizialmente volevo mettere sulla moto un altro giovane – racconta Bayliss al sito specializzato australiano Cycle Online – ma dopo esserci salito ho sentito il bisogno di correre io, per cercare di vincere quel titolo australiano che mi è sempre sfuggito. Sento di avere una questione ancora aperta. Ho ancora del lavoro da fare per rimettermi in forma, ma dopo aver provato la moto e averla guidata al festival dei motori di Adelaide, decisamente mi sento all'altezza di questo compito». Poi, ai microfoni di Greg Rust, Troy ha aggiunto che «ho fatto segnare un ottimo tempo sul giro durante il test. Sto tornando, molto seriamente». E, trattandosi di un campione del suo calibro, non avevamo veramente dubbi.