23 febbraio 2020
Aggiornato 12:00
MotoGP

Jarvis: «Valentino Rossi continuerà? Dipende anche da Yamaha»

Rinnovare il contratto in scadenza a fine 2018 o appendere il casco al chiodo? «Dipenderà anche dalle prestazioni della moto». Un motivo in più per riportare la M1 alla competivitità

Il team principal della Yamaha, Lin Jarvis, con Valentino Rossi
Il team principal della Yamaha, Lin Jarvis, con Valentino Rossi Yamaha

ROMA – Ritiro o non ritiro? Il balletto sul futuro di Valentino Rossi continua imperterrito, e promette di tenere banco anche per tutto l'inverno. E mentre il diretto interessato ammette di avere «paura» di fronte all'ipotesi di appendere il casco al chiodo, il boss della sua squadra, Lin Jarvis, ribalta le responsabilità della decisione del Dottore sulla Yamaha. «La sua motivazione dipenderà anche dalle prestazioni della moto – dichiara il team principal ai microfoni della Gazzetta dello Sport – In inverno spero di riuscire a parlare con lui per capirne le intenzioni, ma credo che deciderà dopo 3-4 gare». Se, però, alla fine il fenomeno di Tavullia dovesse scegliere di non rinnovare il suo attuale contratto, in scadenza a fine 2018, il nome di un potenziale sostituto in pole position Jarvis l'ha ben chiaro in mente: «Saremo preparati e, di sicuro, Johann Zarco sarà uno dei candidati. Il 2018 sarà importante, tranne i piloti di Marc VdS e Cal Crutchlow, tutti saranno liberi».

Annata no
L'obiettivo della casa dei Diapason, anche per convincere la sua punta di diamante a continuare a correre, insomma, è quello di non ripetere un'altra stagione storta come quella appena conclusa: «I problemi sono iniziati prima di Le Mans – ricostruisce il capo – A Jerez la prima avvisaglia: lì nel 2016 Valentino aveva dominato, è stata una grande sorpresa vedere quanto abbiamo faticato. La cosa si è ripetuta a Barcellona, altra pista tradizionalmente buona. E ci siamo resi conto di avere problemi su piste con poca aderenza». Se questa consapevolezza non è arrivata prima è stata colpa delle vittorie iniziali di Maverick Vinales, che hanno indotto il team a non dare retta ai consigli di Vale? «Nessun abbaglio, c’erano i risultati. Se sei davanti e vinci, pensi sia la direzione giusta». Invece, nell'ultima gara si è tentata addirittura la mossa della disperazione, tornando al telaio dell'anno precedente, che Rossi aveva rimpianto per tutta la stagione: «Durante la stagione abbiamo provato tanti telai – conclude Jarvis – Conoscevamo i pro e i contro di quello 2016 e abbiamo fatto uno sviluppo per migliorare la vita delle gomme. In inverno sembrava fossimo andati nella giusta direzione, lo dicevano anche le prime gare. Valentino nei test voleva riprovare il telaio 2016, ma visto che eravamo ancora nei guai, abbiamo anticipato i tempi».