17 giugno 2019
Aggiornato 08:30

Milan: da New York pesanti accuse a Yonghong Li

Mentre l’ad rossonero Marco Fassone cerca di rifinanziare il debito contratto qualche mese fa con il fondo Elliott, emergono nuovi scenari tutt’altro che rassicuranti sul proprietario del Milan. Secondo il New York Times, Yonghong Li non sarebbe il proprietario delle miniere che rappresenterebbero la quasi totalità delle sue risorse economiche.

Il presidente del Milan Yonghong Li
Il presidente del Milan Yonghong Li ( ANSA )

MILANO - «Quando il businessman cinese Li Yonghong comprò il Milan, in Italia nessuno aveva mai sentito parlare di lui. E virtualmente nemmeno in Cina». È con questo attacco tanto esplicito quanto inequivocabile che uno dei principali quotidiani al mondo, il New York Times, nella sua versione on line, getta nuova inquietudine sulla figura tutt’altro che chiara del neo proprietario del club di via Aldo Rossi.
Così, mentre l’ad Marco Fassone è impegnato nel tentativo di rifinanziare il debito con l’hedge fund Elliott, alla ricerca di nuova liquidità e di tempi più lunghi per risanare la posizione debitoria del Milan, su Yonghong Li si addensano nuvoloni sempre più minacciosi.

Niente miniere
«Mr. Li non è mai stato nominato nella lista degli uomini più ricchi del suo paese - continua il New York Times nella sua requisitoria contro il patron rossonero -. Il suo impero, descritto agli ufficiali della federazione italiana, è stato indicato in possedimenti minerari. Tuttavia, secondo alcuni documenti, Mr. Li non sarebbe il proprietario delle miniere che lui stesso ha indicato come di suo possesso. Eppure dalla società hanno fatto sapere che le proprietà di Mr. Li sono state verificate dagli avvocati e dalle banche coinvolte nell’operazione di acquisizione del Milan».

La sola speranza
Secondo il New York Times, le miniere che il proprietario del Milan sostiene di possedere, sono state possedute da ben quattro persone differenti nel corso dell’ultimo anno. Con l’aggravante che, sempre quanto attestano i documenti in possesso del quotidiano newyorkese, tutti questi passaggi di proprietà sarebbero avvenuti senza esborso di denaro.
Non esattamente il ritratto di un imprenditore solido, capace di sostenere con le proprie risorse un club costoso ed impegnatico come il Milan. La speranza è che la tranquillità sfoggiata da Marco Fassone poggi su qualcosa che noi ancora non sappiamo: magari la presenza di qualche realtà finanziaria di prim’ordine alle spalle di Yonghong Li. Altrimenti il futuro per il club rossonero potrebbe rivelarsi tutt’altro che roseo.