10 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Caos in Yamaha: Valentino Rossi, Vinales e Zarco hanno idee diverse

L'ultima giornata di prove in Spagna, la casa di Iwata l'ha trascorsa alternando telai e motori, compreso il prototipo della prossima stagione. Ma una direzione unica per il futuro ancora non si trova

Valentino Rossi prova la Yamaha con la carena con le alette nei test di Valencia
Valentino Rossi prova la Yamaha con la carena con le alette nei test di Valencia Michelin

VALENCIA – Il telaio 2016 e quello 2017, ciascuno accoppiato sia al vecchio motore che al primo prototipo del nuovo, con o senza l'inedita carena con le alette di scuola Ducati. Di versioni diverse della M1 oggi ce n'erano così tante che il box della Yamaha sembrava un concessionario. È l'immagine plastica della confusione che regna sovrana nella mente degli ingegneri di Iwata, alla disperata ricerca di una soluzione ai problemi che hanno tormentato la M1 nel disastroso finale di stagione. «Oggi ci siamo concentrati soprattutto sul propulsore – spiega Valentino Rossi, settimo a fine giornata – Non è così male: cerchiamo di aumentare la potenza e la morbidezza di erogazione senza perdere la guidabilità. Qualcosa abbiamo capito, speriamo di confermarlo anche tra dieci giorni a Sepang, una pista più larga e veloce». Sul fronte dello chassis, però, la situazione si complica: «Il nuovo dà più trazione e accelerazione, il vecchio più aderenza davanti e frena e curva meglio – riassume Maverick Vinales, oggi quinto – Dobbiamo capire se tenere il telaio 2016 e migliorarne l'accelerazione o quello 2017 e lavorare sulla frenata».

Tante strade
Il guaio è che a questo dilemma ogni pilota ha la sua soluzione diversa. Il Dottore non ha mai fatto mistero di preferire la base dell'anno passato: «Quella che ho usato anche oggi e che mi piace – rivela – Ma non basta tornare alla moto 2016 per pensare di vincere delle gare o il Mondiale. Ci aspetta un lungo lavoro sul bilanciamento dei pesi e sull'elettronica». Top Gun è più incerto, ma sembra incline a fidarsi del suo compagno di squadra: «Oggi con la stessa moto sono stato più lento e continuiamo a non capire il perché – si gratta il capo – Difficile prendere una decisione definitiva dopo soli due giorni. Ma le mie sensazioni sono molto simili a quelle di Vale, quindi non penso che prenderemo strade diverse». Chi va proprio controcorrente è invece il pilota satellite Johann Zarco. Anche dopo essere montato sul telaio 2017, quello che ai suoi colleghi non piace, il giovane francese ha continuato a volare, chiudendo oggi terzo a quattro decimi dal leader Marc Marquez e ad appena tre millesimi da Dani Pedrosa. «Ho fatto praticamente il mio stesso tempo del weekend di gara – racconta il portacolori del team Tech 3 – ma c'è un enorme potenziale di crescita. Riesco a giocare di più con la moto, sento di poterla mettere dove voglio. Lavorando sull'assetto questo può essere un telaio vincente».

Questione di stile
Insomma, il dubbio resta lo stesso: perché quella moto che nelle mani di Vinales e Rossi non funziona, in quelle di Zarco può lottare per la vittoria? È solo una differenza di stile di guida? «Magari... – punge Johann – Forse ho uno stile più simile a quello di Jorge Lorenzo, che il telaio 2017 lo sviluppò. Quando lo vedevo in tv sulla Yamaha, lui era incredibile, aveva capito perfettamente questa moto». Ai due compagni di marca ufficiali questo argomento crea un certo nervosismo: «Ognuno ha il suo feeling, alcuni piloti sono più aggressivi e altri meno», taglia corto il fenomeno di Tavullia. «Io devo seguire la mia strada e trovare la moto che va bene per me», gli fa eco lo spagnolo. Come in un eterno gioco dell'oca, dunque, nel box in blu si ritorna di nuovo alla casella di partenza. «Eravamo in difficoltà e lo siamo ancora – chiosa Vale – Ma è la situazione che mi aspettavo, quindi resto ottimista. Spero che il nuovo telaio sia pronto per i primi test di febbraio. Sempre che i giapponesi facciano in tempo...».