26 settembre 2020
Aggiornato 17:00
Moto2 | Gran Premio della Malesia

Italia iridata con Morbidelli, erede di Valentino Rossi e Simoncelli

Il 22enne romano Franco raccoglie il testimone dal Dottore, suo maestro, e dal Sic, ultimo dei nostri a trionfare nel Mondiale della classe di mezzo. Proprio nella maledetta Sepang

SEPANG – Ci è riuscito prima ancora di scendere in pista. Merito (si fa per dire) dell'infortunio riportato ieri dal suo sfidante Thomas Luthi, che dall'anno prossimo, ironia della sorte, sarà suo compagno di squadra in MotoGP. Lo svizzero non ha potuto nemmeno schierarsi sulla griglia di partenza di Sepang, dunque a Morbidelli è bastato portare a casa un tranquillo terzo posto per conquistare la certezza matematica, con una gara di anticipo, del campionato del mondo di Moto2. La fortuna, stavolta, ci ha messo lo zampino, ma la vittoria del Morbido è tutt'altro che immeritata, anzi: otto vittorie, sei pole position e undici podi in diciassette gare hanno costituito un ruolino di marcia quasi da record per la classe di mezzo. L'unico capace di aggiudicarsi più gare in una stagione, nel 2012, fu un certo Marc Marquez, che trionfò nove volte. Ma c'è ancora tempo per uguagliarlo. «È una sensazione incredibile, me ne sto rendo conto un po' alla volta – dichiara commosso il portacolori del team Marc Vds – Sono contento per me e dispiaciuto per Luthi che non ha potuto nemmeno correre oggi. Ma la mia è stata una stagione grandiosa, grazie ad un fantastico sostegno della squadra, anche se ci sono state delle giornate storte. Oggi volevo fare una bella gara e ci sono riuscito, salendo sul podio nel giorno in cui ho vinto il campionato».

È nato un fenomeno
Ventidue anni, romano di nascita ma tavulliese d'adozione, Morbidelli ha avuto una carriera complicata, arrampicandosi sul tetto del mondo a partire da una gavetta umile. Nonostante fosse figlio d'arte: il padre Livio, scomparso nel 2013, fu vicecampione italiano. Franky, non potendo contare su un budget sufficiente, dovette quindi passare da categorie collaterali come la Superstock 600 per dimostrare il suo valore, aiutato anche dal Team Italia della Federmoto nostrana. Ma i risultati arrivano presto: proprio nell'anno in cui perde il genitore, si laurea campione europeo. Un ultimo regalo, però, il papà era riuscito a farglielo: lo aveva messo in contatto, tramite Graziano Rossi, con cui all'epoca si scontrava in pista, con un certo Valentino Rossi, che lo prende sotto la sua ala protettrice. I due Morbidelli si trasferiscono così a Tavullia, per stare vicini al Dottore e allenarsi con lui, finché Franco diventa il primo allievo della futura Vr46 Academy. Grazie all'aiuto del nove volte iridato, arriva il grande salto nel Motomondiale, e la sua carriera spicca il volo. Fino a farlo laureare, oggi, primo campione del mondo italiano dal 2009. L'ultimo a riuscirci fu proprio Vale, che oggi si è presentato puntuale a bordo pista a festeggiare con il suo pupillo, in attesa di scontrarcisi nella classe regina dalla prossima stagione. L'ultimo italiano a trionfare nella categoria intermedia, invece, ce l'aveva fatta un anno prima, nel 2008. Si chiamava Marco Simoncelli. Raccogliere il suo testimone proprio qui, nella maledetta Sepang, in un certo senso è un po' come chiudere un cerchio.