13 aprile 2024
Aggiornato 13:00
Calcio | Nazionale

Milan: Berlusconi torna alla carica

Il silenzio di Yonghong Li, il rischio rappresentato dal fondo Elliott, il possibile rosso di bilancio nel prossimo anno, ancora una volta Silvio Berlusconi si è fatto trascinare a parlare di Milan. Dimenticando colpevolmente che se il club è arrivato a questo punto è solo per l’incuria con cui lo ha abbandonato nell’ultimo quinquennio.

La stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Yonghong Li
La stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Yonghong Li Foto: ANSA

MILANO - Senza Milan non sa stare. Quella che potrebbe apparire una semplice constatazione se riferita ad un normale tifoso, rischia di diventare una sorta di mina vagante nel caso di Silvio Berlusconi. Comprensibile d’altronde, visto che parliamo del presidente più vincente della storia milanista, arrivato ad una cessione dolorosa dopo oltre un trentennio di governo rossonero.
Il problema per il Milan è che ogni sua dichiarazione viene amplificata e rilanciata ossessivamente dai media, con l’effetto indesiderato di trasformarsi in una specie di ideale piccone alle ambizioni della nuova proprietà che faticosamente sta cercando di risalire la china.

Colpevole incuria
Perchè non dimentichiamolo, se il Milan è precipitato ad un soffio dall’abisso è solo per l’incuria con cui Silvio Berlusconi ha trattato la sua creatura nell’ultimo quinquennio dopo indimenticabili momenti di gioie e trionfi. Ecco perchè stona e francamente disturba, sentirlo sproloquiare dell’operato dei nuovi dirigenti quando il primo a rivelarsi inadeguato al compito di gestire il club di via Aldo Rossi si è rivelato proprio lui.

Critica non costruttiva
«Ho saputo che al Milan c'è già qualche problema finanziario e mi preoccupa il silenzio di Mr. Li - le confidenze di Silvio Berlusconi riportate da Tele Lombardia -. Se la squadra dovesse continuare ad andare così male, è possibile che in primavera subentri il fondo Elliott, ma il vero problema è che senza Champions il rosso di bilancio supererà i 100 milioni di euro. Chi dovesse comprare il club, lo pagherebbe certamente poco rispetto al suo reale valore, ma dovrebbe risanare per anni passivi pesantissimi. Non è una bella prospettiva».
Tante critiche, nessuna soluzione. Troppo comodo così. Dopo aver costretto il Milan ad un umiliante triennio fuori dall’Europa e aver preteso dai nuovi acquirenti una cifra oggettivamente fuori mercato che adesso per Yonghong Li rappresenta un problema, sarebbe almeno il caso di far calare il silenzio.