17 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Wec | 6 Ore del Fuji

Ferrari domina in Giappone ed ipoteca il Mondiale endurance

Doppia vittoria per il Cavallino rampante nel Sol Levante: in classe Gte-Pro con Alessandro Pier Guidi e James Calado e in classe Gte-Am con Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina. Così la Rossa si porta in testa al campionato piloti e consolida la leadership tra i costruttori

Alessandro Pier Guidi e James Calado festeggiano la vittoria in classe Gte-Pro
Alessandro Pier Guidi e James Calado festeggiano la vittoria in classe Gte-Pro Ferrari

OYAMA – La Ferrari domina la 6 Ore del Fuji portando a casa il successo in entrambe le classi Gt, consolida la prima posizione tra i costruttori e si porta al comando del campionato piloti con Alessandro Pier Guidi e James Calado quando al termine della stagione mancano due gare, in programma a Shanghai e in Bahrein. I piloti della vettura 51 hanno condotto una gara sempre all’attacco e sono stati assecondati da una strategia perfetta messa a punto dal muretto box del team Af Corse. Quinta invece la vettura 71 di Sam Bird e Davide Rigon che avevano quanto meno il quarto posto alla portata quando la gara è stata interrotta per nebbia a un’ora e 29 minuti dal termine. La Ferrari ha fatto addirittura doppietta in classe Gte-Am dove è arrivata la prima vittoria per il team Spirit Of Race con Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Miguel Molina, pilota ufficiale del Cavallino rampante. In seconda posizione si sono piazzati i compagni di marca del team Clearwater Racing, Keita Sawa, Weng Sun Mok e Matt Griffin.

Gte-Pro
Nella classe Gte-Pro la gara è stata difficile e complessa fin dal via, dato dietro alla safety car a causa della pioggia battente che ha iniziato a cadere un’ora prima della partenza. Allo sventolare della bandiera verde Alessandro Pier Guidi è stato bravissimo a balzare dalla settima alla quinta posizione riuscendo a salire rapidamente in quarta, superando la Porsche di Christensen. Dopo un’ora e mezza di gara è arrivata la prima sospensione preceduta da tre giri di safety car. In quel momento le Ferrari avevano appena rifornito e la strategia si è rivelata azzeccata. Al restart, infatti, le tre vetture al comando hanno dovuto effettuare il pit stop e sono finite dietro in classifica. La Ford numero 67 è addirittura incappata in un’infrazione all’uscita dei box che è costata uno stop&go dopo il quale è scivolata in ultima posizione. Con Pier Guidi sempre al volante, la Ferrari è rimasta al comando davanti alla vettura gemella di Davide Rigon. Un secondo ingresso della safety car si è però trasformato in un problema per le 488 Gte. Le vetture, infatti, stavano per fermarsi ai box per il pitstop quando l’auto di sicurezza è entrata a causa della pioggia e della poca visibilità. Le due Ferrari sono state costrette ad altrettanti emergency stop, che consentono di rifornire per cinque secondi. Quando la vettura di sicurezza è uscita le due 488 Gte si sono dovute però fermare nuovamente per il pitstop vero e proprio. La 51 ha effettuato il servizio completo con James Calado che è salito a bordo quando ormai si era arrivati a metà gara. Sulla vettura 71 è invece rimasto al volante Davide Rigon che è ripartito facendo solo rifornimento. Al restart le Porsche si sono ritrovate in testa con Kevin Estre sulla vettura 92 davanti alla 91 di Makoviecki-Lietz inseguite da Calado e Rigon. La prima delle due vetture tedesche è stata poi tamponata dalla Ford di Priaulx, doppiata, perdendo la testa della corsa, mentre poco dopo Calado, che aveva mandato pienamente in temperatura le gomme, è riuscito a superare Makowiecki con una manovra da manuale, in sbandata controllata all’uscita da una curva di media velocità. Allo scoccare della quarta ora sulla vettura 71 si è deciso di cambiare le gomme approfittando di un momento di neutralizzazione della corsa. In macchina è salito Bird che ha iniziato a rimontare dalla settima posizione. Girando velocissimo ha superato subito le due Aston Martin e si apprestava a superare anche la Ford di Stefan Mucke quando il calare della nebbia sul circuito ha obbligato il direttore di gara ad esporre la bandiera rossa. Per Calado è Pier Guidi è la terza vittoria stagionale, dopo Nurburgring e Austin, la quarta per la Ferrari che porta a 21 i successi nel Wec (26 se si considerano anche le due stagioni di Intercontinental Le Mans Cup).

La Ferrari 488 Gte in testa alla 6 Ore del Fuji
La Ferrari 488 Gte in testa alla 6 Ore del Fuji (Ferrari)

Gte-Am
Anche nella classe Gte-Am la Ferrari è stata assoluta padrona della scena. Sull’asfalto inzuppato d’acqua inizialmente la prima posizione è stata tenuta dall’eroe di casa Keita Sawa che, forte del fatto di conoscere alla perfezione la pista, è stato in grado di issarsi fino alla sesta posizione assoluta della classe Gt al volante della 488 Gte del team Clearwater Racing. Dietro la vettura 61 si è però fatto rapidamente strada Francesco Castellacci che a suon di sorpassi ha conquistato la seconda posizione. La fase centrale di gara ha visto uno splendido testa a testa tra Weng Sun Mok e Thomas Flohr, ma a fare la differenza è stato soprattutto l’ultimo stint in cui Miguel Molina è stato aggressivo al massimo ed è riuscito a portare la vettura numero 54 in prima posizione. Per Molina, Flohr e Castellacci è la prima vittoria nel World Endurance Championship.

Campionati
Il risultato della 6 Ore del Fuji proietta la Ferrari ancor più in testa alla classifica costruttori che ora guida con 238 punti, 47 in più della Porsche che è a 191. Seguono Aston Martin a 176 e Ford a 175,5. Calado e Pier Guidi passano a condurre nella classifica piloti con 120 punti contro i 115 di Makowiecki e Lietz. In terza posizione troviamo Davide Rigon con 105,5. Prossimo appuntamento il primo weekend di novembre con la 6 Ore di Shanghai.