21 febbraio 2019
Aggiornato 23:30

Domani Vettel si gioca il Mondiale: «Tutto può succedere»

La sfortuna dei due motori rotti al sabato lo costringerà a partire dal fondo, ma Sebastian non sente ancora che il titolo gli sia sfuggito di mano: «La macchina è veloce e vogliamo fare del nostro meglio». Per continuare a sperare serve una rimonta fenomenale, un'impresa da campione

SEPANG – I due piloti della Ferrari, artefici del pasticciaccio di Singapore, stavolta non c'entrano proprio niente. Nemmeno si può dare la colpa al team che, anzi, ha compiuto un mezzo miracolo sostituendo il motore sulla monoposto di Sebastian Vettel in poco più di due ore, contro le tre abbondanti che normalmente sono richieste per questo tipo di operazione: «È stato molto importante – li ha ringraziati il campione tedesco, che ha voluto personalmente stringere la mano a tutti, anche a quelli dello staff di Kimi Raikkonen, che sono accorsi ad aiutare – Hanno spinto come matti, erano tutti sudati. Smontare e rimontare un propulsore in tempo per le qualifiche è stato un risultato incredibile».

Duplice rottura
Semmai, a finire sul banco degli imputati dopo le qualifiche del Gran Premio della Malesia sono proprio le power unit di Maranello, visto che in un solo giorno ben due di loro hanno ceduto. La prima (quella utilizzata anche nella sfortunata gara di Singapore due settimane fa) dopo il terzo turno di prove libere del mattino, vittima di un non meglio precisato problema elettronico: da qui la necessità del superlavoro di sostituzione. La seconda (completamente nuova, che nei piani iniziali avrebbe dovuto debuttare solo la settimana prossima in Giappone), a qualifiche ormai scattate: «Ho subito capito che c’era qualcosa che non andava – racconta il quattro volte iridato – Oggi avevamo deciso di cambiare il motore dopo le ultime prove libere, sono uscito in qualifica e sembrava che tutto funzionasse. Poi durante il giro di lancio nella curva 5 ho sentito all’improvviso che stavo perdendo potenza. Ho avuto fortuna a riuscire a tornare al box, così da poter dare un’occhiata, ma purtroppo non siamo riusciti a risolvere il problema: abbiamo tolto il cofano motore, ma non abbiamo trovato nulla. Così abbiamo deciso di ripartire e vedere se potevamo continuare a girare, ma quando abbiamo acceso il motore ci siamo resi conto che il problema persisteva».

A caccia del miracolo
Così, Vettel non ha potuto fare altro che dire addio alle prove ufficiali, e accettare di dover prendere il via del Gran Premio di domani dall'ultima posizione: con l'unico vantaggio di poter usufruire anche di un quinto motore nuovo senza dover pagare la penalità che sarebbe stata prevista per regolamento. Un altro brutto colpo, per giunta su un'altra pista che sembrava (al contrario delle iniziali previsioni) esaltare le doti tecniche della sua SF70H. Un altro passo che lo allontana dal titolo mondiale, che a questo punto si fa sempre più in salita, ma ancora non impossibile. Il circuito di Sepang, infatti, non è così proibitivo per i sorpassi, e Seb può contare sia sull'esperienza che sulla grinta che servono per tentare una rimonta fuori dal comune: «È un peccato perché la macchina è veloce, ma domani dovremmo riuscire a recuperare – suona la carica il ferrarista – Non ho aspettative in termini di risultati, ma tutto può succedere ed è per questo che corriamo. Voglio essere sicuro di riuscire a fare del nostro meglio. Dobbiamo capire il motivo per il quale si è verificato questo problema e fare in modo che non succeda di nuovo. Queste cose nel nostro sport possono accadere, ma la gara è domani. E dobbiamo rimanere positivi». L'obiettivo minimo è quello di portare a casa un bel bottino di punti, per rendere almeno un po' più scomoda la posizione del leader del campionato Lewis Hamilton. Serve un'impresa incredibile, certo. Un'impresa da vero campione del mondo.

Il muretto della Ferrari in Malesia
Il muretto della Ferrari in Malesia (Ferrari)