7 ottobre 2022
Aggiornato 01:30
MotoGP | Gran Premio di Aragona

Valentino Rossi, ma come fai? «Non lo so neanche io...»

L'ennesimo capolavoro di una carriera che non vuole proprio smettere di stupire: a una ventina di giorni dalla frattura scomposta a tibia e perone, il Dottore centra la prima fila al Motorland. «Difficile riuscirci da normale, figuriamoci così», sorride lui. La Yamaha sorride anche per la pole di Vinales

ALCANIZ – L'ennesima giornata da marziano, anzi, da highlander. Alieno o supereroe che sia, di sicuro Valentino Rossi ha realizzato, nel sabato in Aragona, un'impresa che ha davvero ben poco di umano. Già stringere i denti e riuscire a tornare in pista a una ventina di giorni da una frattura scomposta di tibia e perone, a 38 anni suonati, era stato un risultato eroico. Ma spingersi addirittura oltre, raggiungendo la prima fila sulla griglia di partenza ad appena 180 millesimi dalla pole position, era realmente inimmaginabile. Perfino per uno come lui, che ormai ai miracoli dovrebbe essersi abituato. «Sono molto contento soprattutto perché non sapevo cosa aspettarmi: partire in prima fila è difficile da normale, figurarsi così...», sorride il Dottore al termine delle qualifiche al Motorland.

Va il dolore, resta la fame
È stato un weekend in costante crescita, quello del rientro shock del fenomeno di Tavullia. All'inizio ci è voluta tutta la sua grinta agonistica per battere il male: «Volevo recuperare presto per risalire subito in moto, anche perché non riesco a star fermo, non mi piace – spiega il nove volte iridato – Star male e non riuscire a camminare è una gran rottura: non avevo voglia e questa è stata una grande motivazione. Anche quando ho guidato la Yamaha R1 a Misano avevo molto dolore». Poi, pian pianino, complici l'adrenalina e un fisico che non sembra proprio risentire dell'età che avanza, le sue condizioni sono iniziate a migliorare a vista d'occhio: «Mi sono allenato molto, però sono stato fortunato perché la gamba migliora parecchio ogni giorno. Anche qui, da giovedì è cambiata parecchio la situazione: stamattina riuscivo addirittura a poggiarla a terra senza dolore. In sella sto benino, riesco a muovermi velocemente, anche se provo ancora un po' di dolore e non ho una posizione molto naturale con il piede destro. Non freno benissimo, ma arrivo a sporgermi bene e a spingere sulla pedana».

Lavoro di squadra
Il numero 46, insomma, ha dipinto l'ennesimo capolavoro di una carriera che non vuole proprio finire di stupire tutti. Merito suo, campione infinito e incrollabile, ma anche della squadra di fedelissimi che lo circonda e lo sostiene anche nei momenti più duri: «Devo ringraziare il dottor Pascarella che ha fatto un'operazione eccellente – riconosce Vale – e tutti i ragazzi che mi hanno aiutato nel recupero, da Carlo (il preparatore atletico, ndr), che mi ha fatto allenare dal primo giorno, agli altri miei uomini a casa. E mamma Stefania, che è stata paziente: nei primi giorni mi faceva anche la doccia. Anche il team Yamaha mi ha aiutato parecchio: abbiamo azzeccato il giusto assetto e scelto la strategia perfetta e direi che ho stampato davvero un bel giro». E ora, cosa dobbiamo aspettarci per domani? «Già è bello così, adesso in gara spero di reggere fisicamente sulla distanza, perché mi piacerebbe riuscire a spingere fino all'ultimo giro. Ma per il passo dobbiamo vedere che gomme scegliere e come evolverà la pista in relazione alla temperatura che ci sarà».

Pole Vinales
La giornata da incorniciare in casa Yamaha viene completata dalla pole position del suo compagno di squadra Maverick Vinales, apparso improvvisamente trasformato rispetto alla crisi di ieri sotto l'acqua: «Sapevo che sull’asciutto la moto andava bene – ammette Top Gun – poi ci siamo migliorati tantissimo nella giornata di oggi, abbiamo fatto un buon lavoro e io di conseguenza sono riuscito a fare un ottimo giro. Per la gara dovremo crescere ancora, ma sappiamo che il potenziale della M1 è elevato e dobbiamo tirarlo fuori».