7 ottobre 2022
Aggiornato 02:00
MotoGP | Gran Premio di Aragona

Ok il rientro di Valentino Rossi: «Sto bene». Ma la Yamaha affonda

I primi giri di pista al Motorland hanno cancellato i timori per la frattura appena rimarginata alla gamba del Dottore: «Mi sento a posto, non mi fa troppo male e non è nemmeno gonfia». Eppure le prove libere fanno riemergere tutti i problemi della M1 sul bagnato. Vinales: «Così se ne va il Mondiale»

ALCANIZ – Anche gli ultimi timori residui, per Valentino Rossi, si sono disciolti sotto la pioggia dell'Aragona. «Sto bene, mi sento a posto – dichiara il Dottore al termine della prima giornata di prove libere al Motorland – Anzi, mi sono trovato meglio con la M1 da gara che con la R1 stradale che avevo usato per i test a Misano». A venti giorni dalla frattura alla tibia e al perone riportata nella caduta dalla moto da enduro, insomma, il ritorno lampo in sella del Dottore ha dato esiti positivi sulle sue condizioni fisiche: «Sono contento, la gamba non mi fa troppo male e non è nemmeno gonfia. Direi che la tenuta è abbastanza buona». Al termine di un venerdì bagnato (dunque praticamente inutile per studiare gli assetti, visto che domani e dopodomani è previsto il sole), queste sensazioni promettenti contano decisamente di più del verdetto dei cronometri, che pure è stato in miglioramento: dai 2.7 secondi di distacco beccati al mattino si è scesi a due tondi nel pomeriggio, con il ventesimo posto finale. «Ovviamente non ho girato tanto e credo che sull'asciutto potrei fare più fatica, ma è un buon inizio», conclude il fenomeno di Tavullia.

Gambero Vinales
Del resto, non molto meglio è riuscito a fare il suo compagno di squadra Maverick Vinales, che si è comunque fermato in diciassettesima posizione, a 1.7 secondi di distacco dal leader Dani Pedrosa. Letteralmente un mare. «Una giornata davvero dura – la definisce Top Gun – Onestamente, siamo molto frustrati». Ma l'aspetto peggiore, che ha lasciato di stucco l'idolo locale, è il fatto che appena due settimane fa nella gara bagnata di Misano si era vista tutta un'altra Yamaha: tanto che Vinales era riuscito a conquistare il quarto posto sotto la bandiera a scacchi. Qui ad Aragon, invece, le croniche difficoltà della M1 con la pista umida sono riemerse improvvisamente e prepotentemente. Tanto da mettere a rischio, secondo Mack, addirittura la sua corsa al titolo. «A Misano avevamo fatto dei grossi passi avanti con la moto sul bagnato: mi trovavo bene specialmente con l'anteriore – spiega il catalano – Ma qui è diventato tutto molto più difficile. In ingresso curva ho aderenza, come due settimane fa, ma la trazione è la parte peggiore. In accelerazione non ho tenuta, le gomme pattinano talmente tanto che girare diventa quasi impossibile. Cerchiamo sempre di migliorare sul bagnato, perché è una parte importante del gioco: ora arrivano alcune gare come il Giappone, l'Australia, la Malesia dove potrebbe piovere. Se saremo così poco competitivi, dovremo dire addio al campionato. Perciò bisogna migliorare». L'unica moto dei Diapason a salvarsi è stata quella dell'anno scorso guidata da Johann Zarco, che si è piazzato terzo a soli quattro decimi dalla vetta: «Non ho seguito Valentino, ma posso studiare i dati di Zarco che è stato davanti – chiosa Vinales – Questo è importante perché possiamo confrontare bene le moto e analizzare in che punti perdiamo così tanto. Ma è strano, perché a Misano era andata molto meglio». Non resta che aggrapparsi alle previsioni meteo, secondo le quali questo weekend non dovrebbe piovere più.