24 aprile 2019
Aggiornato 20:30
MotoGP | Gran Premio di Aragona

Ok il rientro di Valentino Rossi: «Sto bene». Ma la Yamaha affonda

I primi giri di pista al Motorland hanno cancellato i timori per la frattura appena rimarginata alla gamba del Dottore: «Mi sento a posto, non mi fa troppo male e non è nemmeno gonfia». Eppure le prove libere fanno riemergere tutti i problemi della M1 sul bagnato. Vinales: «Così se ne va il Mondiale»

ALCANIZ – Anche gli ultimi timori residui, per Valentino Rossi, si sono disciolti sotto la pioggia dell'Aragona. «Sto bene, mi sento a posto – dichiara il Dottore al termine della prima giornata di prove libere al Motorland – Anzi, mi sono trovato meglio con la M1 da gara che con la R1 stradale che avevo usato per i test a Misano». A venti giorni dalla frattura alla tibia e al perone riportata nella caduta dalla moto da enduro, insomma, il ritorno lampo in sella del Dottore ha dato esiti positivi sulle sue condizioni fisiche: «Sono contento, la gamba non mi fa troppo male e non è nemmeno gonfia. Direi che la tenuta è abbastanza buona». Al termine di un venerdì bagnato (dunque praticamente inutile per studiare gli assetti, visto che domani e dopodomani è previsto il sole), queste sensazioni promettenti contano decisamente di più del verdetto dei cronometri, che pure è stato in miglioramento: dai 2.7 secondi di distacco beccati al mattino si è scesi a due tondi nel pomeriggio, con il ventesimo posto finale. «Ovviamente non ho girato tanto e credo che sull'asciutto potrei fare più fatica, ma è un buon inizio», conclude il fenomeno di Tavullia.

Gambero Vinales
Del resto, non molto meglio è riuscito a fare il suo compagno di squadra Maverick Vinales, che si è comunque fermato in diciassettesima posizione, a 1.7 secondi di distacco dal leader Dani Pedrosa. Letteralmente un mare. «Una giornata davvero dura – la definisce Top Gun – Onestamente, siamo molto frustrati». Ma l'aspetto peggiore, che ha lasciato di stucco l'idolo locale, è il fatto che appena due settimane fa nella gara bagnata di Misano si era vista tutta un'altra Yamaha: tanto che Vinales era riuscito a conquistare il quarto posto sotto la bandiera a scacchi. Qui ad Aragon, invece, le croniche difficoltà della M1 con la pista umida sono riemerse improvvisamente e prepotentemente. Tanto da mettere a rischio, secondo Mack, addirittura la sua corsa al titolo. «A Misano avevamo fatto dei grossi passi avanti con la moto sul bagnato: mi trovavo bene specialmente con l'anteriore – spiega il catalano – Ma qui è diventato tutto molto più difficile. In ingresso curva ho aderenza, come due settimane fa, ma la trazione è la parte peggiore. In accelerazione non ho tenuta, le gomme pattinano talmente tanto che girare diventa quasi impossibile. Cerchiamo sempre di migliorare sul bagnato, perché è una parte importante del gioco: ora arrivano alcune gare come il Giappone, l'Australia, la Malesia dove potrebbe piovere. Se saremo così poco competitivi, dovremo dire addio al campionato. Perciò bisogna migliorare». L'unica moto dei Diapason a salvarsi è stata quella dell'anno scorso guidata da Johann Zarco, che si è piazzato terzo a soli quattro decimi dalla vetta: «Non ho seguito Valentino, ma posso studiare i dati di Zarco che è stato davanti – chiosa Vinales – Questo è importante perché possiamo confrontare bene le moto e analizzare in che punti perdiamo così tanto. Ma è strano, perché a Misano era andata molto meglio». Non resta che aggrapparsi alle previsioni meteo, secondo le quali questo weekend non dovrebbe piovere più.

Maverick Vinales in azione sulla sua Yamaha nelle prove libere al Motorland
Maverick Vinales in azione sulla sua Yamaha nelle prove libere al Motorland (Yamaha)