27 settembre 2020
Aggiornato 12:00
Formula 1 | Gran Premio del Belgio

Furbata Mercedes: un nuovo motore per aggirare le regole

Dalla prossima gara a Monza entrerà in vigore un nuovo limite per il lubrificante. Così, le Frecce d'argento hanno pensato bene di omologare il loro nuovo propulsore in anticipo, per poter applicare ancora la vecchia direttiva. Nonostante la Ferrari fosse stata rassicurata del contrario...

SPA – Fatta la legge, trovato l'inganno. Quando, alla vigilia del rientro in pista della Formula 1 dopo le ferie estive, in Belgio, si è diffusa la notizia (tramite le vie ufficiali della Federazione, s'intende, perché il team dal canto suo teneva la bocca cucita) che la Mercedes avrebbe fatto debuttare anche il suo quarto motore della stagione, subito si è pensato ad un problema di affidabilità. Per quale motivo, altrimenti, le Frecce d'argento avrebbero dovuto già toccare il limite massimo di propulsori concessi nell'arco di un anno (salvo penalità da scontare in griglia di partenza), costringendosi dunque a far ruotare tutti e quattro quelli utilizzati finora nei nove Gran Premi che mancano in calendario? La risposta è presto detta, e nasconde un'evidente furbata.

Cambio in corsa
A partire dalla prossima gara a Monza, infatti, entrerà in vigore la nuova regola sul consumo dell'olio, che dovrebbe mettere la parola fine su una delle diatribe tecniche più discusse di questo Mondiale. Fin dall'inverno scorso, la Mercedes prima e la Ferrari poi sono finite nel mirino con l'accusa di aggiungere alla benzina anche del lubrificante con additivi nei momenti cruciali delle qualifiche, laddove serve un aumento istantaneo di potenza. Così, a inizio luglio, la Federazione internazionale dell'automobile ha fatto calare la mannaia: il consumo medio d'olio sarebbe dovuto scendere da 1,2 a 0,9 litri ogni cento chilometri. Ma (e qui sta l'inghippo) non da subito, bensì proprio a partire dal GP d'Italia. A quel punto nel cervello degli ingegneri di Stoccarda si deve essere accesa una lampadina: omologhiamo tutti i nostri motori prima di quella gara, così saranno ancora sottoposti alla vecchia regola. La legge, infatti, non è retroattiva, dunque vale solo per le power unit costruite da quel momento in poi.

Retromarcia
La Ferrari, al contrario, si è attenuta alla lettera del regolamento, e dunque farà esordire l'ultima versione del suo propulsore soltanto nel weekend di casa, seguendo gli sviluppi tecnici programmati fin dall'inizio della stagione. Si potrebbe criticare i tecnici di Maranello di scarsa furbizia, se non fosse che loro all'eventualità di un trucchetto da parte degli avversari ci avevano pensato eccome. Anzi, avevano addirittura chiesto delucidazioni alla Fia in tal senso, ricevendo in risposta una rassicurazione: conosciamo i piani del team tedesco e sappiamo che non omologheranno la quarta unità prima dell'appuntamento italiano. Peccato che invece non sia stato così. «Era un aggiornamento già programmato da tempo», giura il presidente della Stella a tre punte, Niki Lauda. Fatto sta che ora la Mercedes potrà contare su quattro motori che continueranno tutti a sfruttare la zona grigia del regolamento, mentre la Ferrari ne avrà uno che dovrà applicare il nuovo limite. A meno di fare ricorso e di ottenere una deroga, insomma, la Rossa potrà solo sperare di non perdere troppa competitività, specialmente in qualifica, e iniziare a lavorare in vista del 2018 quando il consumo di olio calerà ancora, stavolta a 0,6 litri ogni cento chilometri. La legge è uguale per (quasi) tutti.